PERCUSSIONI, RITMO ED ESPRESSIONE MOTORIA

UN PERCORSO MULTIDISCIPLINARE TRA SUONI, EDUCAZIONE MOTORIA E VARIE MATERIE

di Piero Chianura

Dopo aver sperimentato con successo un’attività di formazione e intrattenimento che coniuga il corso di musica di base con l’educazione motoria attraverso il racconto della storia delle percussioni idiofone, il batterista Marco Valente si è fatto convincere dall’esperta di educazione per la prima infanzia Chiara Guenzi che il suo progetto potesse essere proposto a tutte le scuole primarie d’Italia. 
L’approccio empirico del musicista insieme alla struttura teorica imbastita dalla studiosa, che per inciso è anche la moglie di Marco Valente, hanno condotto alla stesura di questo originale e stimolante testo pubblicato da Carisch per Hal Leonard Europe e rivolto agli insegnanti (e agli allievi) del primo ciclo delle scuole primarie. Percussioni, Ritmo ed Espressione Motoria è costituito da un libro per il docente, che funge da manuale di istruzioni e dei contenuti e dal libro dell’allievo che rende esplicito il percorso di attività e di gioco in chiave multidisciplinare tra suoni, educazione motoria e varie materie di base. 

Quando Marco mi ha raccontato la sua esperienza di relazione con i bambini” spiega Chiara, “ho pensato di proporgli un testo didattico che potesse riprodurre quella stessa esperienza, ma interessando una serie di altre discipline, non solo quelle di tipo motorio e musicale, per proporre un lavoro di rete nell’ambito della scuola primaria“. 
Ero un po’ reticente all’idea di scrivere un libro sull’argomento“, confessa Marco: “perché trovarsi a scuola davanti a 30, 40 fino a 90 bambini per volta seduti davanti a me a osservare le mie mani sullo strumento e ad ascoltarne il suono, è un’esperienza spettacolare che non è possibile riprodurre su carta. Ma quando Ilaria Narici di Hal Leonard Europe ci ha spinto a realizzare anche qualcosa da dare ai bambini come libro per l’allievo, curato da Chiara con le splendide illustrazioni di Federica Cattaneo e ben 135 video, la cosa è diventata veramente interessante“.
Nel nostro caso, non è stata la teoria a tradursi in pensiero e azione, ma è accaduto il contrario” precisa Chiara: “Da un’esperienza concreta si è andati a ritroso per trovare i fondamenti teorici che sono ben presenti. Certamente si tratta di un momento ludico di relazione e di espressione individuale in cui i bambini elaborano qualcosa in modo personale e relazionale. Ma se lo si guarda con un occhio più approfondito si trovano tutta una serie di agganci teorici di rilievo che fanno da premessa al volume del docente, motivando la validità dell’esperienza. Per esempio, la spontaneità che mette il bambino a suo agio, gli fa dare il meglio di sé anche perché non è influenzato dal giudizio dell’altro. È così che scattano una serie di meccanismi relazionali che diventano un tramite positivo per il lavoro didattico su diverse materie che il bambino conosce e sta imparando a organizzare: lettura, scrittura e conto, ma anche la lingua inglese“. 

La struttura di apprendimento graduale del testo permette di essere preso e ripreso in qualunque momento dall’insegnante per rielaborare via via aspetti legati alla psicomotricità, alla teatralità e all’espressione attraverso il linguaggio verbale e scritto, non solo musicale: “Questo tipo di proposta, scremata in alcuni dettagli, potrebbe benissimo essere adottata anche nella realtà precedente alla scuola dell’infanzia” aggiunge Chiara: “perché conta sulla spontaneità e su ciò che ciascun bambino ha dentro di sé in modo innato“.
Nel portare avanti questo impegnativo progetto Marco ha potuto contare sulla sua capacità comunicativa, ma la responsabilità nei confronti dei bambini lo ha spinto a non accontentarsi delle sue competenze di musicista: “Su alcuni strumenti ho dovuto documentarmi e questa ricerca è sfociata in un miglioramento dei video, in cui, se avessi suonato solo con le competenze del musicista non sarebbe stato sufficiente. Il fatto che io suoni delle percussioni non mi rende automaticamente un professore, ma a me interessa che il bambino si innamori delle percussioni. Per questa ragione ho voluto curare particolarmente i video“. 


Il desiderio è stato anche quello di appassionare i bambini al gusto del bello perché l’esperienza deve essere piacevole dal punto di vista motorio e musicale, ma anche quando utilizzano il libro di testo” spiega Chiara: “II bambini amano le cose esteticamente curate e apprezzano i colori e l’armonia del segno. Se l’esperienza concreta è positiva e piacevole, ma poi si ritrovano a lavorare su un testo non attraente, il loro entusiasmo si può perdere lungo il cammino. E qui devo sottolineare quanto sia stato importante il lavoro sulle immagini fatto da Federica Cattaneo, perché la sua mano è riuscita a riprodurre gli strumenti come se fossero veri“.

Info: Hal Leonard Europe

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