LA VOCE ACCUSA IL COLPO. INFIAMMAZIONE E VOCE

di Concetta Turchi e Marco Mortillaro*

Siamo abituati a prendere in considerazione le infiammazioni localizzate che hanno una ripercussione diretta sulla voce (riniti, laringiti, otiti, ecc.) e magari ci allarmiamo di più se queste infiammazioni localizzate tendono a recidivare. Gli stessi noduli laringei, a volte presenti nei professionisti della voce (cantanti,  attori, insegnanti, conferenzieri, ecc.) sono l’espressione  locale  di  una  infiammazione cronica ormai fibrotizzata. Più difficile è per noi considerare i cambiamenti nella voce come uno dei primi segnali di una infiammazione sistemica: una voce che diventa meno brillante, dove i suoni più acuti si fanno faticosi, con episodi sempre più frequenti di raucedine.

CHE COSA È L’INFIAMMAZIONE SISTEMICA?
L’uomo, come unità psicosomatica, è un sistema di sistemi interconnessi. Un sistema, costituito da numerosi elementi che interagiscono tra loro in modo non lineare, una entità unica e dinamica che si organizza spontaneamente secondo una struttura a rete in grado di scambiare informazioni ed energia con l’ambiente circostante e che, proprio per questo, è in grado di evolvere: la vita è un sistema in grado di generare nuove proprietà emergenti. Questo vuol dire che quando parliamo di infiammazione sistemica noi portiamo innanzitutto l’attenzione su una eziopatogenesi multifattoriale: fattori psichici e posturali, fattori immunitari, fattori ormonali e metabolici, fattori ambientali.

La risposta infiammatoria, antico e potente mezzo per guarire, è una reazione adattativa messa in atto dal nostro sistema immunitario nei confronti di vari agenti patogeni, che si risolve per lo più senza particolari complicazioni.

Il sistema immunitario innato (o non specifico) reagisce per primo a un danno o a una minaccia con l’intento di riparare: i macrofagi riconoscono le firme molecolari che si trovano sulla superficie di questi corpi estranei e rilasciano una serie di proteine di allarme chiamate citochine pro-infiammatorie (IL-1-β, IL-6 e il TNF-α) che tengono acceso il fuoco finché serve, stimolando a un certo punto il rilascio delle citochine anti-infiammatorie (resolvine). Si struttura in concomitanza (ma con un lievissimo ritardo, proprio come un canone) anche la risposta del sistema immunitario acquisito (o adattivo) che è specializzato nelle proprie attività e conserva la memoria delle precedenti infezioni: i linfociti B (con la creazione di anticorpi) e T sono gli strateghi di questa modalità di risposta.

I due sistemi, innato e acquisito, lavorano fin dalla nascita a stretto contatto per negoziare una gestione del danno tessutale e per riportare armonia nell’organismo. Nel fare questo cominciano a formarsi vari stili di risposta immunitaria che si configurano nel tempo come flogotipi (caratterizzati da specifici profili e azioni delle citochine): ogni persona costruisce così un proprio modo di sviluppare l’infiammazione, il che dipende dai percorsi flogistici adattativi individuali. Al centro della questione è la risposta dell’organismo al danno che può essere o meno scatenato da una entità estranea.

QUALI SONO LE CAUSE DI UNA INFIAMMAZIONE SISTEMICA?
Siamo all’interno di una rete di rapporti tra gli organismi e i luoghi in cui è inserita la nostra esistenza, ovvero la rete della vita. L’esposoma è l’insieme degli elementi chimici/fisici/biologici, ecologici/psicologici/sociali, politici/economici/culturali, che impatta sulla nostra realtà psicosomatica (vedi BOX “I magnifici sette”).

Il distress (ovvero uno stress provocato da uno stimolo eccessivo e prolungato nel tempo), l’alimentazione scorretta, la disbiosi intestinale, gli stati di intossicazione, i traumi sia fisici che psicologici (individuali e sociali): tutto questo ha un impatto sul nostro sistema immunitario che costruisce uno stile di risposta che ci caratterizza. Se le alterazioni persistono nel tempo, l’organismo fa sempre più fatica a rispondere in modo funzionale e si struttura uno stato infiammatorio cronico, spesso silente, che nel tempo evolve verso una infiammazione sistemica dove proprio la funzionalità e la potenzialità plastica della rete viene compromessa. A questo punto l’infiammazione, attraverso la barriera ematoencefalica, è già passata alle reti cerebrali (neuroinfiammazione) comportando un allargamento dei campi disfunzionali. Una cosa è certa: quando rimangono aperte le cause e le patodinamiche che l’hanno determinata, l’infiammazione può recidivare e cronicizzare; oppure l’infiammazione fin dall’origine può configurarsi come infiammazione cronica silente (o infiammazione di basso grado) che coinvolge l’intero organismo. Si tratta di due percorsi possibili per arrivare alla infiammazione sistemica.

INFIAMMAZIONE SISTEMICA E VOCE
Come questa evoluzione comporta una progressiva compromissione della voce? Partiamo dal rapporto esatto tra ascolto e voce, bene espressa dalle “5 Leggi della Integrazione Audiovocale” di Alfred Tomatis (vedi BOX “Leggi della Integrazione Audiovocale”). Queste leggi sono alla base dell’audiopsicofonologia, che studia proprio questa relazione tra ascolto, voce ed evoluzione psicosomatica. L’ascolto umano, atto recettivo (e quindi attivo) legato al desiderio di comunicare con gli altri, è una funzione superiore cosciente e volontaria (potremmo chiamarla sistemica), che esprime l’intenzione di accogliere il mondo circostante attraverso l’acquisizione di una postura specifica, “la messa in ascolto”, che coinvolge l’intera complessità psicosomatica in divenire dell’essere umano.
Tra le varie modalità con cui corpo e cervello comunicano, c’è prima di tutto il riflesso infiammatorio mediato dal nervo vago. Il Nervo Vago, X° Nervo Cranico (N.C.), fa parte del sistema nervoso autonomo parasimpatico che, con la sua rete estremamente complessa e fitta di diramazioni, innerva praticamente tutti i nostri organi interni svolgendo un’azione molto importante nell’equilibrio viscerale e, soprattutto, immunitario. Rispetto a questo secondo aspetto ricordiamo che le fibre sensitive del vago hanno sulla loro superficie recettori per le citochine in grado di rilevare il cambiamento dello stato infiammatorio e di inviare un segnale elettrico direttamente al cervello oltrepassando la barriera ematoencefalica (BEE). Il cervello risponde con un segnale in uscita che, viaggiando lungo le fibre motrici del vago (attraverso la BEE) raggiungono la milza determinando una riduzione del livello di citochine da parte dei macrofagi: questa è l’azione sistemica diretta anti infiammatoria mediata dal vago.
C’è inoltre da considerare l’azione del ramo auricolare del nervo vago (si tratta di fibre sensitive) che innerva la superficie esterna del timpano e il canale uditivo esterno: lo stato di tensione del timpano si riflette costantemente sui nostri organi interni perché qualsiasi ramo del vago venga stimolato, si attivano anche tutti gli altri. È vero anche il contrario, ovvero che qualsiasi stato infiammatorio viscerale si ripercuoterà sulla membrana timpanica.

Vediamo meglio cosa succede a livello del timpano: il suo stato di tensione è regolato dalla catena degli ossicini e soprattutto dal muscolo del martello (che è un flessore innervato dal V° N.C.) e da quello della staffa (un estensore innervato dal VII° N.C.). Quando veniamo sollecitati da un suono, questo fa entrare in vibrazione la struttura ossea collegata alla frequenza corrispondente nel labirinto membranoso: si attiva l’endolinfa che determina a sua volta una attivazione del muscolo della staffa. Data la posizione dell’ossicino corrispondente sulla finestra ovale, tutta la catena degli ossicini sarà attivata determinando lo stato di tensione ottimale della membrana timpanica. Tomatis è stato il primo a parlare della funzione di accomodamento operata dall’orecchio medio a seconda della quantità e della qualità dei suoni in cui siamo immersi: le frequenze gravi (che attivano il muscolo del martello) provocano ampie oscillazioni del timpano, mentre quelle acute provocano vibrazioni decisamente più piccole (attivando l’estensore). Con un buon orecchio che percepisce chiaramente le frequenze acute, il timpano sarà mantenuto sempre teso in modo ottimale e non subirà vibrazioni abnormi: in questo caso il nervo vago potrà assolvere al suo compito di portare equilibrio a livello viscerale.

ASCOLTO/VOCE COME RIFLESSO PSICOSOMA/ESPOSOMA
Quando è presente uno stato infiammatorio prolungato causato per esempio da uno stato di distress oppure da un trauma, vi sarà una perturbazione immunitaria di tutti i distretti innervati dal Vago, orecchio compreso, che potranno ricevere una stimolazione eccessiva. È questo tipo di stimolazione a creare quelle disfunzioni stabili dell’ascolto che portano alle alterazioni a carico della voce: l’estensione vocale si restringerà, con difficoltà crescenti sulla emissione degli acuti; anche l’intonazione subirà dei contraccolpi e soprattutto aumenterà l’ansia da prestazione (fino a diventare panico da palcoscenico) perché l’orecchio è in costante allarme, incapace di fare la differenza tra quello che è pericoloso davvero da quello che non lo è. Il meccanismo di accomodamento svolto normalmente dall’orecchio salta e gli stessi cambiamenti (in senso patologico) della voce creano un circolo vizioso in cui c’è un progressivo impoverimento delle frequenze percepite dall’orecchio, cui corrisponde una voce che si fa sempre più monocorde, con episodi sempre più frequenti di raucedine.

È noto che l’atto del cantare fa per lo più stare bene e adesso sappiamo il perché: il canto stimola il nervo vago, a patto però che l’unità psicosomatica non sia vessata da uno stato infiammatorio sistemico. In questi casi diventa indispensabile imparare a sollecitare la stimolazione vagale grazie al percorso di audiopsicofonologia (metodo Tomatis) che può intervenire in modo neuroplastico sul sistema nervoso per “allenare” il riflesso neuroinfiammatorio a contrastare gli stati infiammatori cronici. Sarà inoltre importante considerare i fattori dell’alimentazione (per intervenire efficacemente sul microbiota intestinale, così importante per ripristinare una corretta risposta immunitaria) come pure gli aspetti di integrazione psicomotoria e posturale. In sintesi, una condizione sistemica alterata richiede un intervento sistemico in grado di riattivare la funzione integrativa dell’ascolto e della voce.

IN SINTESI…
ascoltare significa cogliere i modi in cui il mondo interiore di ogni essere umano si sincronizza con l’ambiente circostante per far sì che il dialogo avvenga in tutte le lingue possibili. La lingua è il modo in cui le relazioni umane sono intessute nel mondo.
… il sistema si infiamma quando abbiamo un rapporto sbagliato con le nostre terre, i nostri fiumi, i nostri passeggeri microbici, i nostri parenti (piante e animali), la nostra aria e gli altri esseri umani come noi.
… e allora l’ascolto viene meno e con esso la voce
Portare la consapevolezza sul modo in cui usiamo la voce consente di ascoltare come ci relazioniamo agli altri e a noi stessi. Le parole e le tecniche vocali evidentemente non bastano: quando il linguaggio corrisponde al suono che lo esprime, ovvero sono una secrezione sonora del nostro corpo cantante, esso può finalmente edificare il pensiero creativo… e regalarlo al mondo.

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BOX 1

I MAGNIFICI 7. I FATTORI CHE INTERAGISCONO CON l’ESPOSOMA

Esposoma e sistema immunitario: parlano entrambi di territorio, di appartenenza/non appartenenza. Il contesto influenza il tipo di immunità.

Esposoma e trauma: traumi fisici e psicologici, ma anche traumi sociali come “la sconfitta sociale cronica” interagiscono negativamente con l’esposoma. Si aggiungono i traumi ambientali (decorso dei fiumi, deforestazione selvaggia, aria avvelenata) determinati da scelte politiche ed economiche che accrescono le disuguaglianze turbando i nostri rapporti tradizionali con la terra.

Esposoma e microbioma: Il microbioma è coinvolto nell’addestramento della risposta immunitaria. L’esposizione al mondo microbico comincia con la nostra vita in utero. Lo stress cambia il nostro microbiota: i traumi infantili, per esempio, attraverso lo squilibrio del microbiota intestinale, creano una risposta esagerata allo stress per tutta la vita, cosa che favorisce l’infiammazione cronica.

Esposoma e narrazione di storie: Le storie influenzano la nostra comprensione del mondo: attraverso di esse vengono trasmesse le cosmologie che hanno un tangibile impatto biologico. Le storie possono essere scritte sulla pelle o cantate dalla voce.

Esposoma e ingiustizia epistemica: le teorizzazioni filosofiche e mediche sono state spesso usate come strumento dapprima per scollegare la psiche dal soma e poi l’intero corpo dall’esposoma.

Esposoma e sistema endocrino: quando l’esposoma cambia e il corpo si adatta al nuovo ambiente, è questo sistema a ricalibrare la relazione con l’ambiente.

Esposoma e sistema nervoso: Il sistema nervoso è il direttore d’orchestra di una rete neuronica da cui emergono nuove proprietà.

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BOX 2

LE 5 LEGGI DELL’INTEGRAZIONE AUDIOVOCALE DI ALFRED TOMATIS

1. La voce emessa da una persona contiene solo quelle frequenze che il suo orecchio è in grado di ascoltare, quindi la voce riproduce solo quello che l’orecchio è in grado di percepire.

2. Se si interviene correggendo le frequenze alterate, migliora istantaneamente l’emissione vocale.

3. È possibile trasformare la fonazione attraverso una stimolazione uditiva e mantenerla stabile nel tempo: la correzione delle frequenze alterate può avvenire attraverso una stimolazione specifica data da un apparecchio chiamato “orecchio elettronico” (legge di rimanenza).

4. L’orecchio destro e quello sinistro non sono identici: solo l’orecchio destro è direttivo e svolge un’azione di controllo dei vari parametri del linguaggio: intensità, timbro, intonazione, inflessione, semantica.

5. Selettività uditiva: se è vero che un individuo non riproduce i suoni che non sente, non per questo riproduce tutti quelli che sente.

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In collaborazione con AICI – Associazione Insegnanti di canto Italiana

* Concetta Turchi è Medico, Specialista in Psichiatria e Psicoterapia. Esperta in Audiopsicofonologia (metodo Tomatis) Psiconutrizione e Omeopatia. Senior Trainer Training del metodo di Ruthy Alon Movement Intelligence.

Marco Mortillaro è Audiopsicofonologo ed Esperto di Didattica Musicale, Voice Builder.

AICI – ASSOCIAZIONE INSEGNANTI DI CANTO ITALIANA
AICI nasce e si sviluppa con il proposito di realizzare un punto di aggregazione, formazione e approfondimento sulle tematiche legate alla vocalità e alla sua pedagogia. Tutto ciò attraverso l’incontro, il confronto e la collaborazione fra tutte le figure, professionali e amatoriali, a contatto con il fenomeno della voce. L’obiettivo di AICI è che gli insegnanti di canto possano trovare nell’Associazione confronto e scambio, approfondimento, ricerca, studio e stimolo verso una sempre più aggiornata pedagogia e didattica del Canto. 
È iscritta nel registro del Ministero dello Sviluppo Economico tra le associazioni che rilasciano la certificazione di qualità dei servizi prestati dai soci a seguito di una formazione permanente e si propone come punto di riferimento per gli allievi che desiderino avvicinarsi allo studio del canto avvalendosi di un insegnamento serio, preparato e aggiornato sottolineando quest’ultimo come libero e fondato sull’autonomia delle competenze e sull’indipendenza metodologica di ogni insegnante. AICI riconosce nel canto un’arte che va oltre il tecnicismo, avvalorandolo come espressione di emozioni, di libertà e bellezza.

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