MUSIC CHINA DI SHANGHAI. NON C’È PROFESSIONE SENZA FORMAZIONE

di Piero Chianura

Dopo due anni di stop, si è svolta dal 10 al 14 ottobre scorso presso lo Shanghai New International Expo Center la ventesima edizione di Music China, la più importante fiera asiatica degli strumenti musicali. L’attesa edizione di quest’anno ha rappresentato una decisa ripresa grazie ai 122.000 visitatori professionali e consumer registrati provenienti da 92 Paesi e Regioni (un risultato pari all’edizione pre-pandemica del 2019) e agli oltre 1.800 espositori distribuiti su 120.000 mq di spazio espositivo.

La sintesi conclusiva di Judy Cheung, vicedirettore generale di Messe Frankfurt (HK) Ltd. è che “la vastità del mercato cinese, guidata da un’attenzione costante all’educazione musicale, garantisce che i principali attori di tutto il mondo continuino a considerare Music China come un ‘must’”. 
È così che la fiera ha attratto quest’anno espositori provenienti da 23 paesi e regioni, con collettive provenienti da Cina, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Italia, Giappone e Spagna che hanno incontrato visitatori provenienti da Paesi di cui i più rappresentati sono stati Cina, Taiwan, Corea, Hong Kong, Giappone, Tailandia, Malesia, Stati Uniti, India e Germania.

Per i visitatori nazionali, Music China è l’unica fiera asiatica che permetta loro di entrare in contatto con espositori di tutto il mondo. Se prendiamo in considerazione il settore degli strumenti ad arco, in particolare, l’esposizione è veramente unica, perché mette a confronto liutai europei, provenienti soprattutto da Italia e Francia, e artigiani locali che hanno raggiunto un livello di qualità oggi molto elevato. È qui che va fatta una prima riflessione rispetto alla leadership della nostra liuteria sul mercato internazionale. Perché il passaggio del know how nella costruzione di strumenti ad arco soprattutto da parte della liuteria cremonese a quella cinese ha generato un’inevitabile concorrenza sul mercato asiatico, che comincia a pesare anche qui a Music China sulle vendite dei nostri liutai. 

Per tutti i costruttori occidentali, in generale, il brand rappresenta ancora un valore riconosciuto dai musicisti asiatici, che hanno un potere d’acquisto sempre più in crescita. Lo è quando si tratta di aziende storiche, ma anche quando si tratta di aziende provenienti da aree produttive d’eccellenza (per noi la liuteria cremonese, ma anche il made in Italy in generale). Per le nostre aziende meno note, invece, esporre a Shanghai potrebbe non essere un grande investimento, se non si fa parte di un’area d’eccellenza riconosciuta o non si è portatori di una qualche innovazione. 

Per sottolineare la qualità dei loro prodotti, molti espositori cinesi mettono in evidenza la loro esperienza come OEM (Original Equipment Manufacturer), fabbriche locali che per molti anni hanno costruito parti originali per marchi famosi a livello mondiale e che ora producono con un loro marchio. Si tratta di un fenomento accaduto in modo massiccio nel settore delle chitarre dove è possibile acquistare una chitarra acustica elettrificata made in China di ottima fattura a un prezzo equivalente di 70 euro circa. In realtà, ascoltare uno strumento per comprenderne le qualità acustiche qui a Music China è quasi impossibile. Il frastuono generato all’interno di ogni padiglione lo impedisce: impressionante il rumore bianco generato dal padiglione delle batterie acustiche! Ma è chiaro che in questa fiera l’elevata pressione sonora non è considerata un problema. Il livello di curiosità del pubblico nei confronti dei prodotti è così alto da rendere marginale la difficoltà di dialogo personale tra visitatore ed espositore, e poiché le informazioni sono oggi reperibili sul web, ciò che conta veramente in fiera è toccare con mano (e se si riesce, ascoltare) gli strumenti dal vivo, l’unico anello mancante nel moderno processo di acquisto.

A Music China sono sempre numerosi i produttori di strumenti digitali, spesso frutto del lavoro dei centri di ricerca istituzionali. Storicamente, ogni edizione della fiera si caratterizzava per la presenza diffusa di espositori specializzati in una specifica categoria di strumenti digitali: vent’anni fa erano i metronomi e gli accordatori, poi sono arrivate le tastiere MIDI e i pad percussivi in silicone. Quest’anno è stata la volta dei controller a fiato. Cosa avrà causato la presenza di tutti questi produttori di wind controller a questa edizione di Music China?

In mezzo a un ricchissimo programma di circa 600 forum su vari temi del fare musica, eventi per gli espositori, sessioni di formazione pratica, lanci di prodotti in prima assoluta e coinvolgenti spettacoli dal vivo a copertura di tutti i generi musicali, la fiera di quest’anno ha riunito nuovamente tutto il mondo della musica, figure di spicco e appassionati da tutto il mondo, con un’affluenza di pubblico giovane impressionante.

Nata nel 2002, Music China è organizzata da Messe Frankfurt HK, China Musical Instrument Association (CMIA)Shanghai Intex Exhibition Co Ltd.
La prossima edizione si svolgerà dal 10 al 13 ottobre 2024.
Info: Music China

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