LA RIPRESA MICROFONICA DELLA VOCE.
LA SOLUZIONE HEADSET

IN COLLABORAZIONE CON

Quando si utilizzano i microfoni è importante conoscere alcuni dei parametri che caratterizzano la sorgente sonora che si sta registrando, l’ambiente in cui è collocata e le caratteristiche degli strumenti che si utilizzano per registrarla. Poiché la voce è la sorgente sonora a noi più familiare, possiamo facilmente rilevare se suona autentica oppure no. Perciò ci sarà bisogno di un buon microfono e di una catena di riproduzione adeguata affinché possiamo ascoltare effettivamente ciò che registriamo.

Insieme alla qualità della fedeltà del suono riprodotto, c’è anche il problema dell’ambiente acustico in cui la voce si trova, che crea  fenomeni particolari che richiedono un’attenzione speciale quando si sceglie il microfono giusto per il lavoro di ripresa. Oltre al carattere timbrico del microfono e la ricerca del giusto ambiente acustico per la voce e lo stile, i due elementi più importanti a cui porre attenzione sono:

– La voce umana può facilmente produrre livelli di pressione sonora (SPL) superiori a 135 dB di picco nel campo sonoro diretto. I microfoni per voce sul palco vengono normalmente utilizzati entro 10 cm; questo metterà alla prova la capacità del microfono di gestire i picchi sonori.
– La voce umana può creare una forte turbolenza, nota anche come rumore “pop”.

FUNZIONAMENTO E CARATTERISTICHE DEL MICROFONO

In DPA Microphones crediamo che quando si lavora con artisti professionisti il ​​microfono dovrebbe introdurre la minor colorazione possibile al suono. In questo modo, le caratteristiche proprie e le intenzioni dell’esecutore vengono riprodotte senza alterazioni date dal microfono.
Un microfono è un trasduttore che trasforma l’energia acustica in una tensione elettrica. Sembra piuttosto semplice e facile a dirsi, ma è necessario conoscere le possibilità (e i limiti) di questo strumento. Partiamo dai parametri da conoscere e tra cui scegliere:
– Colore del suono: consideri il microfono un attrezzo o uno strumento musicale? Il microfono dovrebbe aggiungere qualcosa alla voce o dovrebbe solo riprodurne il suono?
– Principi di trasduzione
– Caratteristiche direzionali
– Effetto di prossimità: la quantità di basse frequenze cambierà a seconda della distanza della bocca dal microfono
– Materiali del diaframma
– Sensibilità al maneggiamento e al vento
– Gamma dinamica, l’ampiezza tra il rumore del microfono e il livello di pressione sonora (SPL) in cui si verifica l’1% di THD (distorsione armonica totale). Oltre questa gamma dinamica, è desiderabile contare su un determinato margine di sicurezza prima che si verifichi il clipping (distorsione del segnale).

MICROFONI PER LA VOCE NELLA PRATICA

Di seguito sono riportati un paio di esempi di “sfide” e soluzioni:
– L’isolamento da altre sorgenti sonore è di solito desiderato ma a volte non è possibile ottenerlo. In un tipico scenario da palcoscenico, un artista sceglierà un microfono direzionale standard a gradiente di pressione, che utilizza un diaframma più elastico. Sebbene i diaframmi elastici siano più flessibili, possono captare componenti indesiderate che non derivano dalla voce, come schiocchi (pop) e rumori del vento. Per risolvere questo problema, la maggior parte di questi microfoni viene utilizzata con schermi e filtri anti-pop. In questa condizione però, gli utenti devono essere consapevoli del fatto che cambierà la risposta in frequenza sulle alte così come cambieranno le caratteristiche direzionali del microfono. In molti casi, l’assorbimento degli urti è però necessario. In molti casi, l’assorbimento degli urti è necessario per evitare l’elevato trasferimento di energia  causato dall’estrema sensibilità del diaframma.
– Per ottenere un’uscita del segnale più elevata (o creare una performance più intima) i cantanti hanno spesso le labbra appoggiate sulla griglia protettiva del microfono. Sfortunatamente, mettere la bocca vicino al microfono provocherà una fastidiosa distorsione, facendo suonare il tutto un po “schiacciato” (compresso). Sarebbe auspicabile che gli artisti stessero a una distanza minima di un dito dalla griglia; questo permetterà di ottenere un suono bilanciato. Alternativamente, i cantanti con più esperienza riescono a controllare bene la distanza in base all’emissione e in alcuni casi (con microfoni cardioidi) si può variare al meglio la ripresa delle basse frequenze grazie all’effetto prossimità.

ASPETTO VISIVO: QUANDO LE DIMENSIONI CONTANO

Un progetto audio moderno, soprattutto in ambito teatrale, richiede microfoni ravvicinati su tutti gli artisti presenti sul palco, evitando il più possibile microfoni a vista. 
Quando i microfoni in miniatura di alta qualità sono entrati nell’audio professionale, i microfoni indossati sulla testa (headset) sono diventati la soluzione migliore. Si tratta spesso di microfoni in miniatura montati sulla fronte, come il DPA 4060 o, in alternativa, microfoni ad archetto.
In questo caso, la sfida principale riguarda il fatto che il microfono non si trova nella posizione di riferimento standard, cioè proprio davanti alla bocca. 
Gli headset prevedono il braccetto della capsula posizionato sulla guancia, che catturerà meno alte frequenze dalla voce perché le frequenze più alte della voce sono molto direzionali. È per questo che gli headset di qualità elevata hanno una risposta in frequenza su misura per questa posizione della capsula.

ORATORI, INSEGNANTI E RELATORI

Caratteristica comune a tutti gli auditorium, chiese, aule, sale conferenze, aule di tribunale e teatri, è che una o più persone si rivolgono a un pubblico. A volte, l’oratore non è addestrato a parlare in modo chiaro e ben articolato. Inoltre, non si può essere certi che l’oratore sappia come utilizzare correttamente un microfono. La soluzione immediata è incrementare il guadagno del segnale in modo da ottenere un volume adeguato in ascolto, il che può causare un’eccessiva sensibilità al feedback (rientro microfonico).
Una soluzione migliore a questo problema consiste nell’usare un microfono indossato dall’oratore. Un microfono headset connesso a un sistema wireless offre numerosi vantaggi. Innanzitutto, il microfono è sempre vicino alla sorgente sonora. Di conseguenza, il microfono non richiederà tanto guadagno. Ciò è particolarmente vantaggioso se vengono utilizzati più microfoni contemporaneamente. Inoltre, offre all’oratore il vantaggio di muoversi liberamente in quanto non è limitato a stare sempre davanti a un microfono fisso in una posizione. Con questa soluzione, insegnanti e relatori possono muoversi liberamente davanti a schermi, lavagne e altri materiali di presentazione.

CANTANTI E PERFORMER

Durante una tipica esibizione sul palco, ci sono molti suoni irradiati da strumenti musicali e diffusori audio che interferiscono con il suono della voce del cantante. Di solito qualche suono di base è voluto, ma, allo stesso tempo, la voce del cantante dovrebbe suonare il più piacevole possibile. Questo è il motivo per cui un headset con microfono direzionale è un’ottima prima scelta anche in questa situazione. Rispetto a un microfono omnidirezionale, il design del microfono cardioide restituisce solo la metà del rumore d’ambiente. Inoltre, le basse frequenze prodotte da apparecchiature come altoparlanti e percussioni saranno ridotti a 1/10 o meno.

COME SCEGLIERE IL TIPO GIUSTO: HEADSET OMNIDIREZIONALE O CARDIOIDE?
Scegli un omnidirezionale quando:
– hai bisogno di un microfono che non sia sensibile al posizionamento
– il microfono viene utilizzato da personale non addestrato
– il rumore di fondo non è un problema
– il feedback non è un problema.

Scegli un cardioide quando:
– il rumore di fondo è un problema (specialmente i suoni con frequenze basse)
– il feedback è un problema
– è necessario ottenere un alto livello del segnale dallo speaker  (oratore, insegnante o relatore).

Info: DPA Microphones

Guarda il video

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *