IL PIANO ESTATE. ESPERIENZE DI COLLABORAZIONE TRA SCUOLE E TERZO SETTORE MUSICALE

di Lorella Perugia*

Negli ultimi anni l’attenzione verso il mondo del terzo settore e dell’associazionismo anche in ambito musicale sta crescendo in seguito all’azione di sensibilizzazione che da anni svolgono le stesse associazioni e gli enti nazionali, all’interno del quadro definito dalla riforma del Terzo Settore. Anche nel mondo della scuola si sta progressivamente affacciando la necessità di creare reti che coinvolgano più attori territoriali, non solo come fornitori di servizi, come è accaduto fino a oggi, ma come ideatori di progetti che coinvolgano un’intera comunità educante.

A fine aprile scorso il Ministero dell’Istruzione ha avviato il Piano Estate che ha previsto lo stanziamento di un’ingente somma di risorse in favore delle comunità scolastiche. L’obiettivo non è stato solo quello di gestire la situazione emergenziale, ma anche sviluppare una serie di attività pensate per potenziare l’offerta formativa extracurricolare e le competenze di base, oltre che recuperare la socialità delle studentesse e degli studenti sia nel periodo estivo che per l’avvio di questo nuovo anno scolastico. È stata prevista inoltre la possibilità di prolungare alcuni di questi progetti per tutto l’arco di questo anno scolastico.
Nel Piano Estate si è dato ampio spazio ai Patti educativi di comunità: accordi tra gli enti locali, istituzioni pubbliche e private operanti sul territorio, realtà del terzo settore e scuole. Un pregevole sforzo, insomma, per promuovere e rafforzare la collaborazione tra la scuola e tutta la comunità, coinvolgendo nel processo educativo il capitale sociale espresso dal territorio medesimo e promuovendo modelli concreti di una scuola aperta, coesa e inclusiva.
Recente è anche la pubblicazione del Piano delle Arti che, nel prevedere il potenziamento delle competenze pratiche e storico-critiche relative alla musica, alle arti e al patrimonio culturale, indica e finanzia specifiche azioni volte alla promozione di partenariati con i soggetti del Sistema coordinato, di cui fanno parte anche gli Enti del Terzo Settore accreditati, per la promozione, la co-progettazione e lo sviluppo dei “temi della creatività” e per la condivisione di risorse laboratoriali, strumentali e professionali.
Sin dalla sua fondazione avvenuta oltre dieci anni fa, il Forum Nazionale per l’Educazione Musicale sostiene l’importanza di creare sinergie tra scuola e associazionismo (definiti Sistemi Formativi Integrati tra gli obiettivi del Forum) che la politica del Ministero definisce oggi come Patti educativi di comunità. Nel settore musicale, l’associazionismo contribuisce da oltre quarant’anni all’educazione musicale dei bambini in orario scolastico soprattutto nei servizi educativi, nelle scuole d’infanzia e nelle scuole primarie e alla formazione in ambito didattico-musicale del personale docente di tutti i gradi di scuola fino alla Secondaria di I grado. Accogliamo dunque con interesse, ma anche con qualche aspettativa, queste azioni che denotano un’idea di scuola diffusa e aperta al territorio, a cui certamente il nuovo Ministro dell’Istruzione Bianchi ha dato grande spinta.
Il Piano Estate è oggetto di un dibattito avviato all’interno del Forum per l’Educazione musicale e in sinergia con il Forum Nazionale del Terzo Settore. Senza ombra di dubbio, il sostegno alle attività estive organizzate dalle scuole ha permesso e sta permettendo l’accesso gratuito a molti ragazzi. Le scuole sono tornate a essere punto di riferimento per il territorio anche per attività educative extrascolastiche aprendosi a contesti non formali e informali. Intorno a questa opportunità hanno stretto collaborazioni con una pluralità di soggetti, anche se, per i tempi stretti concessi alla presentazione dei progetti, il tutto è avvenuto con modalità abbastanza concitate e poco “mediate”. Da parte di molte delle associazioni che si sono offerte di cooperare con le scuole per realizzare i progetti si è riscontrata una generale stanchezza delle istituzioni scolastiche a mettersi in gioco nel periodo estivo così che l’appalto esterno di molte delle attività progettate è stato inteso ancora una volta come coinvolgimento del terzo settore in qualità di ente erogatore di servizi piuttosto che come partner di un piano condiviso (come invece si sottende nei Patti educativi di comunità). Il mondo della scuola denuncia ancora abbondanti resistenze a valorizzare i saperi della comunità e le opportunità culturali offerte dal territorio, che si traducono in rigidità nei modelli educativi trasmissivi che ancora ostacolano processi di co-programmazione e co-progettazione. Anche gli enti locali in gran parte si sono dimostrati poco pronti a gestire e a condividere scelte programmatiche.
Il Forum per l’Educazione Musicale ha avviato, attraverso l’attività di gruppi di lavoro, un’analisi attenta di queste dinamiche, per fornire modelli e soluzioni alla compartecipazione “alla pari” degli attori. In questi mesi sono stati organizzati convegni e redatti documenti su questi temi (a disposizione sui canali web, sul sito, sulle pagine facebook e youtube del Forum).
La creazione di un circolo virtuoso scuola/territorio è ancora più indispensabile pensando alla modalità del bando che, per sua natura, ha durata limitata nel tempo ed è circoscritta ai fondi riconosciuti: l’ambito dell’educazione al contrario dovrebbe garantire una continuità dell’attività didattica sul lungo periodo, e non essere evento estemporaneo. Questo aspetto rende ancora più necessario un coordinamento con il territorio, per non creare situazioni concorrenziali ma cooperare con realtà locali consolidate che possano garantire questa continuità.
Siamo in attesa di ricevere un resoconto dei risultati raggiunti dal Piano Estate che mettano in luce le qualità delle relazioni attivate dalle scuole con il proprio territorio e le associazioni locali. Ma è certo che solo un’approfondita conoscenza delle realtà che circondano la scuola e una piena volontà di integrazione delle competenze per un bene comune e per la crescita culturale di bambini e ragazzi è in grado di favorire una piena e fruttuosa compartecipazione.

* vicepresidente Forum Nazionale Educazione Musicale

2 commenti su “IL PIANO ESTATE. ESPERIENZE DI COLLABORAZIONE TRA SCUOLE E TERZO SETTORE MUSICALE

  1. Tutte nobilissime iniziative. Sulla carta però. In realtà fin quando il mondo associazionistico musicale deve dipendere dagli umori, dalla voglia di fare delle istt pubbliche non avrà mai modo di lavorare nel pieno delle proprie capacità. C’è troppa differenza di disparità contrattuale. Diverso sarebbe se i fondi stanziati andassero direttamente e almeno in parte ad associazioni con adeguato curriculum e che operano nel territorio. La musica è sempre vista come una materia di serie b dalle scuole pubbliche. Diverso sarebbe se a proporla sarebbe una associazione musicale.

    1. I fondi sono sempre pochi, e la burocrazia non diminuisce. La strada è da tempo di nuovo in salita, nonostante le nuove prospettive ottime sulla carta: Piano delle Arti, Runts, Patti territoriali, Sistema integrato 0-6. La filiera è però da nutrire. Con competenze da acquisire, sia da parte delle associazioni che dall’amministrazione pubblica. Partecipiamo nel segnalare criticità e buone pratiche.

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