DI NECESSITÀ VIRTÙ.
IL FUTURO È (ANCHE) NELLA FORMAZIONE ONLINE

di Piero Chianura

L’emergenza Coronavirus ha portato la cosiddetta “didattica a distanza” (DAD) nelle case degli insegnanti e degli studenti italiani, facendogli capire che gli strumenti per la formazione online potranno essere preziosi anche quando tutto tornerà alla normalità. Approfittando di questo periodo di prigionia domestica, infatti, molti di loro hanno compreso quanto sia utile acquisire oggi qualche competenza in più per essere pronti domani ad affiancare finalmente le cose migliori della didattica a distanza a quelle della tradizionale didattica in presenza.

Riferendosi alla generica definizione di formazione online, si usano i termini di “didattica a distanza” quando la si osserva dal punto di vista di chi insegna, e “e-learning” quando la si legge dal punto di vista del soggetto che apprende. La formazione a distanza ha una sua lunga storia alle spalle, che inizia con la posta tradizionale, passa dai supporti fisici digitali (cd-rom) e arriva finalmente a Internet, la rete attraverso la quale i temi della mobilità e dell’accessibilità immediata entrano nella nostra quotidianità fatta di smartphone e tablet.

La dematerializzazione del materiale didattico, cioè la conversione dai libri di testo ai contenuti digitali che vengono prodotti e inviati all’interno dei processi della formazione online, si appoggia sulla cosiddetta “nuvola” (cloud), cioè l’utilizzo di server remoti all’interno dei quali vengono memorizzate e smistate le informazioni digitali che corrispondono ai nostri messaggi, ai nostri file ecc. I dati viaggiano all’interno della rete passando da diversi nodi e server che risiedono talvolta in Paesi molto lontani dal nostro. Lo strumento di dematerializzazione per eccellenza in ambito scolastico è il registro elettronico, la base di lancio di gran parte delle attività di didattica a distanza attualmente in uso nelle scuole. Il passaggio successivo è quello del cosiddetto “mobile learning”, ovvero la creazione di percorsi di apprendimento che sfruttano gli attuali dispositivi (smartphone, tablet, laptop) per attuare livelli di collaborazione tra insegnanti e studenti fino a ieri impensabili.

DIGITALIZZAZIONE DELLA SCUOLA OGGI

Attualmente il tessuto scolastico italiano è caratterizzato da una diffusione dei sistemi digitali “a macchia di leopardo”. Ci sono differenze fra le diverse regioni e, all’interno di ciascun territorio, differenze tra una scuola e l’altra. Il senso di responsabilità e appartenenza al sistema scolastico da parte degli insegnanti, soprattuto di quelli che disponevano già di proprie competenze informatiche, ha favorito l’accelerazione nella direzione della digitalizzazione oggi necessaria. Il caso ha voluto che le regioni più coinvolte dal contagio fossero proprio quelle più avanzate dal punto di vista tecnologicio In molti istituti comprensivi le tecnologie sono già diffuse e le scuole che ne fanno un uso maggiore sono soprattutto le secondarie di secondo grado. L’emergenza attuale rende fondamentali alcune modifiche normative che permettano alle scuole di attivare processi amministrativi e fare valutazioni delle performance dei ragazzi in modalità “a distanza”.

L’ONLINE AZZERA LE DISTANZE

Difficile definire l’adozione delle tecnologie nella formazione online come “didattica a distanza” perché, a dispetto della logistica, gli strumenti di e-learning le distanze le azzerano, consentendo talvolta di effettuare interazioni e cooperazioni quasi impossibili in un contesto fisico. Per questa ragione, molti esperti di formazione online consigliano di non cercare di replicare online i processi della formazione in aula, evitando il più possibile la lezione frontale, per esempio. L’online abilita scenari inediti ed efficaci a stimolare sia il coinvolgimento che la motivazione degli studenti. In una condizione di normalità la lezione individuale di strumento “in presenza” avrà sempre un livello di coinvolgimento non paragonabile a quello che possiamo ottenere “a distanza”, ma nella modalità online è possibile implementare forme coinvolgenti per le classi come la creazione di contenuti, usando applicazioni peraltro già in uso all’interno delle aule di alcuni licei musicali. Online è più facile invitare gli studenti a partecipare attivamente alla lezione a fornire risposte e dare contributi anche in forme collaborative, che vanno nella direzione della massima interazione. 

Un altro aspetto importante riguarda l’inclusione che le tecnologie didattiche digitali possono favorire, perché è più facile consentire la partecipazione degli studenti secondo le proprie possibilità, i propri tempi e i propri strumenti, come nel caso della visione di un video o della creazione di un  progetto comune. In tutto ciò l’uso degli strumenti a distanza favorisce il contatto continuo con i genitori, utilissimo nel caso in cui gli studenti più piccoli devono autoprodurre contenuti.

STRUMENTI E PIATTAFORME ONLINE

Fino a qualche tempo fa, si faceva distinzione tra piattaforme che gestivano l’interazione con gli studenti (LMS – Learning Management System) e piattaforme che creavano archivi di contenuti (LCMS – Learning Content Management System). Oggi molti strumenti integrano entrambe le funzionalità. Come detto, il livello base delle piattaforme oggi disponibili nelle scuole è il registro elettronico, le cui funzionalità vanno ben oltre la gestione delle assenze, i voti e le bacheche informative. Il registro elettronico è dunque già presente in tutte le scuole, ma molte di esse non sanno che può anche essere usato come deposito di contenuti e che, proprio nelle ultime settimane, gli sviluppatori di questi registri hanno implementato funzionalità aggiuntive proprio per la didattica a distanza. Le piattaforme offerte sono molte, ma tutte sono in grado si condividere contenuti con gli studenti, che possono accedere da qualunque dispositivo.

L’opportunità di usare i social network come supporto alla didattica a distanza è un argomento sul quale si discute molto in questo periodo. Se si decide di usare i social network generalisti al posto di piattaforme dedicate (che in genere sono più sicure e affidabili), occorre adottare alcune precauzioni. Meglio semmai usare social network specifici legati al mondo della scuola (social learning), che hanno interiorizzato alcune cautele, come per esempio Edmodo, piattaforma diffusa in tutto il mondo e dedicata espressamente al mondo scuola, che distingue l’accesso dell’insegnante da quello dello studente e del genitore (a cui viene associato l’account dello studente). Si tratta di un ambiente protetto al quale si può accedere con un codice anche senza un indirizzo di posta elettronica. Fidenia è un altro social learning con un’interfaccia simile a quella di Edmodo, che già ricorda quella di Facebook. Poi c’è WeSchool, ma continuano a nascerne di nuove come funghi. Impossibile citarle tutte.

In questi momenti di difficoltà e in cui è necessario far cresce le proprie competenze, è fondamentale fare rete e costituire comunità con cui relazionarsi anche a distanza. In questo caso, sì, Facebook è l’ambiente in cui si sono sviluppate molte di queste comunità di supporto, come “Insegnanti 2.0” che conta oltre 30.000 insegnanti da tutta Italia, o “Docenti Virtuali”, che si è organizzata spontaneamente e raccoglie insegnanti di ogni ordine e grado. Ci sono anche comunità legate alle piattaforme Google Suite e Microsoft 365 che offrono supporto, aggiornamenti e novità, comprese quelle che riguardano inclusività e accessibilità. Altre comunità importanti possiamo trovarle naturalmente anche fuori da Facebook. In questo contesto così diversificato, un punto di riferimento molto importante in questo momento è il sito istituzionale del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), che ha aperto una sezione specifica dedicata al Coronavirus e, all’interno di questa sezione, una pagina specifica di riferimento proprio sui temi legati alla didattica a distanza.

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