OLTRE IL LIMITE. IL RAPPER SORDO BRAZZO PROTAGONISTA DI UN PROGETTO INCLUSIVO

di Piero Chianura

“Sono sordo, mica scemo” recita una della canzoni di Francesco Brizio in arte Brazzo, rapper sordo dalla nascita che si esibisce con il supporto di un suggeritore attraverso la lingua dei segni e la lettura del labiale ma, soprattutto, il beat che riesce a ricevere sotto forma di vibrazioni percepite dal suo corpo.
È lui il protagonista del progetto “Oltre il Limite” che il Coro Anton APS di Mogliano Veneto (TV) ha portato in due scuole secondarie di primo grado, l’IC Nelson Mandela della stessa Mogliano e l’IC Sant’Ambrogio di Milano.

È stata la vicepresidente dell’associazione Coro Anton, Susanna Garbi, a raccontare come è nata anzitutto l’idea di collaborare con Brazzo: “Il Coro Anton APS è un’associazione nata come gruppo corale e la cui attività è a supporto della raccolta fondi a favore della ricerca contro la distrofia muscolare di Duchenne, ma anche altre iniziative di promozione sociale. Durate la pandemia, avevo visto un video di Brazzo su facebook ed ero rimasta colpita dalla sua capacità di cantare pur essendo sordo, cosa inconcepibile per chi sente normalmente. Così lo abbiamo contattato per produrre un suo cd e supportarlo durante i concerti. Infatti, avevamo notato che per riuscire a cantare dal vivo, Francesco aveva bisogno di un volume audio molto alto in modo da poter percepire le vibrazioni del beat della musica. E così, grazie alla segnalazione del maestro del nostro coro, Ilario Carrer, abbiamo scoperto una pedana sensoriale, che l’inventore (Alfredo Di Gino Puccetti della società Contatto Dedo di Lucca, NdR) aveva realizzato per il proprio figlio sordo e che era in grado di trasmettere vibrazioni percepibili dal corpo anche a volumi contenuti. Partecipando a un bando siamo riusciti a ottenere il denaro necessario per comprare questa pedana e farla utilizzare a Brazzo. È stato poi grazie a Valentina Russo, professoressa dell’Istituto Sant’Amborgio e alla DS dell’IC milanese (Milka Fiorella Granese, NdR), che siamo riusciti a partecipare a un altro bando di Fondazione Comunità Milano che ci ha permesso di realizzare il progetto a Milano.

Carlo Mussi, Presidente del Coro Anton, ha evidenziato invece quanto straordinario sia stato il percorso di apprendimento della pratica rap di Brazzo, a partire dal lavoro di logopedia sul semplice parlato: “Francesco ha fatto un gran lavoro, perché diversamente da quanto accade a chi è sordo dalla nascita, lui parla molto bene. Anche se non è in grado di sentire, lui percepisce i rumori molto forti, per cui, quando va a fare un concerto deve posizionarsi con le orecchie proprio vicino alle casse su cui deve essere impostato un volume enorme. In questo modo, però, quando lui canta non si può alzare il volume del microfono perché si innescherebbero dei larsen e così la sua voce risulta spesso più bassa rispetto alla musica. Con la pedana sensoriale, invece, la trasmissione delle vibrazioni riduce la necessità di alzare il volume sonoro. All’interno della pedana c’è un progetto acustico studiato apposta per questo, anche in ottica musicoterapeutica“.

Rafforza i concetti espressi da Mussi anche Lorenzo “Lotus” Catinella, produttore dell’imminente cd di Brazzo e coinvolto anche nel progetto “Oltre il Limite”: “Francesco è un unicorno nel suo genere, un animale mitologico, perché grazie alla sua grande sensibilità e intelligenza è riuscito nel tempo a sviluppare una capacità di leggere il labiale per riuscire a gestire una comunicazione apparentemente senza ostacoli. Per quanto riguarda la scrittura dei brani del cd, il segno dei gesti ha un range di termini e parole che non prevede la ricchezza del vocabolario moderno. Perciò quando lui scrive in metrica utilizza sempre uno stesso nucleo di massimo 100/150 parole oltre cui è difficile andare. Perciò una delle sfide nella produzione dei suoi brani è stata proprio scegliere i temi ed elaborare i testi. Anche registrare con lui in studio è stata un’esperienza molto interessante, perché mentre lui rappa davanti al microfono con le cuffie in testa a un volume gigantesco, in modo che gli arrivino le vibrazioni, oppure davanti alle casse a un volume pazzesco e io con delle cuffie da elicotterista per non uscirne audioleso, io gli sto seduto a battere fisicamente il tempo sulla gamba a cantare insieme il testo che abbiamo scritto. Così, se lui ha un dubbio, legge in tempo reale il mio labiale. In pratica io sono il suo metronomo umano e al tempo stesso il suo suggeritore… il che significa che quando registriamo in studio viviamo nello stesso metro quadrato“.

Il progetto “Oltre il Limite”, ideato e sostenuto dall’Associazione Coro Anton APS con il patrocinio del Pio Istituto dei Sordi è nato per portare la straordinaria esperienza di Brazzo tra i ragazzi delle scuole medie. L’IC Sant’Ambrogio di Milano, presso il quale è stato presentato il progetto, ha ricevuto dall’IC Nelson Mandela di Mogliano Veneto la pedana sensoriale in modo che gli stessi ragazzi potessero anzitutto vivere in prima persona l’esperienza di “ascoltare” la musica attraverso le vibrazioni e non solo tramite il suono. Con l’arrivo di Brazzo a scuola è poi partito il progetto “Oltre il Limite”, attraverso il quale gli alunni hanno potuto condividere l’esperienza di Francesco acquisendo la consapevolezza che nulla è impossibile quando si ha forza di volontà. Con Francesco e con il supporto del produttore di Brazzo, Lorenzo “Lotus” Catinella (che aveva già prodotto il cd del Coro Anton), hanno potuto avviare un percorso di scrittura, composizione e registrazione in studio di un brano musicale che verrà poi eseguito dal vivo al termine del laboratorio.

Nel corso della presentazione, Lorenzo aveva spiegato come si sarebbe svolto il lavoro: “Dividerò i ragazzi in piccoli gruppi in modo da elaborare un tema portante e sviluppare un pezzo rap/melodico/pop in metrica. Una volta confezionato il testo, troveremo una melodia e il suo sviluppo armonico. Il mondo musicale di riferimento è il loro, cioè quello attuale, che io definisco con un’accezione anche un po’ negativa ‘rappuso’ o ‘trappuso’, perché portatore di tanti gridi di rivolta ma anche incongruenze e discrasie valoriali. Li porterò verso una direzione più riflessiva e personale, partendo da una forma di scrittura in stile Sfera Ebbasta ma che metta insieme due punti di vista: quello dei ragazzi che possono sentire, ma che molto spesso non vengono ascoltati e quello di chi non può sentire anche quando qualcuno vorrebbe parlargli o che per qualche strana dinamica rimangono marginalizzati. Il fine è trovare un punto di incontro tra questi due mondi. Alla fine verranno tutti in studio da me per registrare e produrre il brano, con un girato in alta definizione del making off e l’esibizione in un saggio di fine anno“.

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