LA RIPRESA MICROFONICA DI UN PIANOFORTE A CODA PER LA REGISTRAZIONE

Il pianoforte a coda da concerto è tra gli strumenti acustici più grandi e versatili al mondo. Catturare il timbro naturale e la piena dinamica di uno strumento di queste proporzioni richiede apparecchiature di qualità e una certa abilità nel gestirle, anche perché il pianoforte a coda interagisce in modo diverso a seconda dell’ambiente in cui è collocato. E poiché non esistono due ambienti uguali, il metodo di ripresa microfonica dal vivo o per una registrazione potrebbe essere differente a seconda della situazione e del luogo in cui ci si trova. Anche il modo in cui viene suonato il “Re degli strumenti musicali” determinerà la tecnica di ripresa e la scelta dei microfoni necessari alla migliore resa sonora.

ACUSTICA DELLA STANZA
L’acustica della stanza è un fattore importantissimo da considerare quando si registra un pianoforte a coda da concerto perché la stanza deve rendere giustizia al suono dello strumento. Un pianoforte a coda da concerto, infatti, è progettato per suonare in sale da concerto che abbiano una dimensione minima di 10.000 metri cubi e tempi di riverbero normalmente collocati tra 0,9 secondi e 1,3 secondi a 500 Hz. Quando vennero progettate le sale da concerto destinate ad accogliere esecuzioni di musiche del grande compositore Richard Wagner vennero stabiliti tempi di riverbero di circa due secondi.
Con il coperchio aperto, il pianoforte a coda è in grado di offrire un’esperienza musicale che coinvolge l’intero pubblico di una sala da concerto. Questo aspetto deve essere preso in considerazione se il luogo della ripresa microfonica è uno studio di registrazione, in cui trovare un pianoforte a coda ben accordato e collocato in una buona posizione è la prima, e la più difficile, cosa da fare.

LA MUSICA
La scelta del metodo di ripresa microfonica dipende anche dal repertorio musicale. La musica classica per pianoforte richiede un certo ambiente naturale, ma compositori diversi hanno proprie idee differenti sul tipo e quantità di ambiente da tenere nella propria musica. È anche vero che molti produttori discografici e tecnici del suono sono riusciti a dare una propria interpretazione delle note dei grandi maestri immortalando le loro composizioni attraverso un paio di microfoni.
La musica pop ritmica e il jazz vengono tradizionalmente suonati in luoghi differenti. Dunque, le aspettative dell’ascoltatore sul timbro e sull’ambiente sono in qualche modo diverse. In molti casi, il compositore si aspetta che il suo lavoro venga riprodotto su un sistema hi-fi in un ambiente domestico. L’acustica della stanza in cui è stato registrato il pianoforte jazz viene poi giudicata con criteri diversi, e forse meno critici rispetto alla musica classica. Per conferire al pianoforte a coda il suo timbro unico, la registrazione deve comunque trasmettere all’ascoltatore la sensazione di un’immagine in cui lo strumento è posizionato in uno spazio oltre il limite della sedia su cui è seduto chi ascolta.

MUSICA CLASSICA PER PIANOFORTE E STEREO A-B
Quando si registra musica classica per pianoforte, i risultati migliori vengono forniti da due microfoni omnidirezionali (per esempio un paio di microfoni DPA ST4006A o ST2006A) in configurazione stereo A-B davanti al pianoforte a coda.
La coppia stereo A-B è posizionata sui lati del pianoforte per dare all’ascoltatore l’illusione di essere parte del pubblico. Regolando la distanza dal pianoforte e l’esatta posizione rispetto ad esso, è possibile accordare la quantità di ambiente e il timbro dello strumento.
Sono spesso preferiti i posizionamenti vicino al centro del pianoforte dal lato curvo ed entro due metri di distanza. I microfoni sono normalmente distanziati tra 40 e 60 cm l’uno dall’altro e l’immagine stereo può essere scelta in modo tale che il pianista sia seduto a sinistra o in modo che i tasti dei gravi appaiano a sinistra e quelli degli acuti a destra. L’altezza del boom stereo su cui posizionare i due microfoni dovrebbe essere piuttosto bassa, da 1,2 m a 1,5 m sopra l’area occupata dal pianoforte. Puntando i microfoni verso il coperchio aperto del pianoforte, il suono che si riflette sul lato interno del coperchio sarà più brillante e verrà aggiunta una bella profondità alla registrazione.

MUSICA POP RITMICA PER PIANOFORTE E MICROFONI DIREZIONALI
Nella musica pop ritmica e nel jazz, tutti gli strumenti musicali sono più o meno utilizzati per creare un ritmo o cadenze percussive. Questo vale anche per il pianoforte a coda, il che rende ancora più importante catturare l’attacco del musicista. Il bel suono della meccanica e delle mani sui tasti sono spesso preferiti a una precisa prospettiva stereo.
L’obiettivo con uno strumento percussivo è avere una registrazione che sia stretta e veloce, che permetta allo strumento di suonare incredibilmente bene. Per raggiungere questo obiettivo, i microfoni devono essere posizionati più vicini al pianoforte, magari anche all’interno del coperchio aperto, sulle corde o sui martelletti. Solo qui è possibile catturare l’attacco e la ruvidezza di questo versatile strumento. Per distinguere le riflessioni della stanza e il riverbero, si consiglia l’uso di microfoni direzionali.
Due configurazioni stereo di grande successo che utilizzano microfoni direzionali all’interno di un pianoforte a coda sono:

1. Un setup stereo ORTF a circa 30 cm sopra le corde al centro del telaio. I microfoni sono puntati a 45° verso il basso e verso il pianista.
2. Due microfoni cardioidi paralleli distanziati meno di 60 cm l’uno dall’altro e posizionati sopra il centro dei martelletti rivolti a 45° verso il basso e verso il pianista.

Entrambe le soluzioni sono realizzabili con una coppia stereo cardioide DPA ST2011C con accessori RSM o una coppia stereo cardioide DPA ST4011C con accessori RSM.

Nota: il livello di pressione sonora all’interno di un pianoforte a coda da concerto può superare i 130 dB SPL di picco a meno di 20 cm dalle corde, quindi fate attenzione quando scegliete i tipi di microfono.

RIPRESA DAL VIVO USANDO UN SISTEMA DI DIFFUSIONE AUDIO
In ambienti acustici in cui il pianoforte non è la sorgente sonora più rumorosa, come nelle big band, quando altri strumenti sono vicini o quando i sistemi di monitoraggio sul palco suonano a volume molto alto, la soluzione ideale è fornire un isolamento maggiore del suono attraverso modelli di microfono più stretti e posizionamenti più ravvicinati. Anche chiudere il coperchio del pianoforte o scegliere un bastoncino corto per tenerlo socchiuso è utile per la separazione. Un microfono a clip consente un posizionamento flessibile e ravvicinato senza dover combattere con le aste microfoniche. Il sistema stereo DPA 4099P è la scelta più ovvia per questa applicazione.

MICROFONARE UN PIANOFORTE CON MICROFONI IN MINIATURA
Con il kit stereo DPA SMK4061 è possibile ottenere una serie di utili configurazioni per pianoforte. Si tratta di un kit stereo a basso costo, adatto sia per project studio che per installazioni che richiedono l’uso di microfoni nascosti sul palco. Il kit utilizza due microfoni in miniatura omnidirezionali DPA 4061 di alta qualità e una varietà di accessori di montaggio per il posizionamento nel e sul pianoforte, con coperchio aperto o chiuso.

MICROFONARE UN PIANOFORTE CON MICROFONI DPA
Posizionate i microfoni in miniatura 4061 con antivento e supporto per microfono magnetico DMM0011 dentro e intorno ai fori sul telaio del pianoforte. È possibile utilizzare due o tre 4061 e creare un suono multidimensionale bilanciato con un buon volume sia per l’ascolto in sala sia per il monitoraggio sul palco, oltre che per la registrazione. Posizionate un microfono dentro o vicino al foro delle corde acute e un altro sull’ultima ottava delle corde gravi (o magari sulla penultima ottava). Questo metodo vi darà un guadagno elevato prima del feedback grazie alla distanza ravvicinata dal telaio. Fornirà anche un suono medioso denso e corposo che spesso si adatta bene ai generi ritmici.
Anche i supporti BLM6000 sono inclusi nel kit stereo SMK4061. Montate due BLM6000 all’interno del coperchio del pianoforte aperto per ottenere un suono naturale adatto alla registrazione. La tecnica della zona di pressione (PZM) “attirerà” e catturerà bene il timbro del pianoforte, mantenendo al tempo stesso un aspetto visivo molto discreto. Posizionando i supporti direttamente sulla tavola armonica sotto le corde si ottiene un suono pop nitido per l’uso dal vivo con un timbro sonoro penetrante in stile “honky-tonk”.


Con il supporto universale DMM0007 invece è possibile fissare i microfoni direttamente all’interno del coperchio del pianoforte. Questa è anche una tecnica di montaggio quasi invisibile. L’elemento del microfono può essere appeso al suo cavo integrato usando i cuscinetti a nastro biadesivo. L’altezza (l’equilibrio acustico) può essere regolata secondo necessità. Una posizione ben bilanciata e dal suono aperto è quella tra 30 e 40 cm sopra il pianoforte, davanti ai martelletti, con circa 60 cm di distanziamento tra i microfoni.
Info: DPA Microphones – www.dpamicrophones.it

IN COLLABORAZIONE CON

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *