LA NOTAZIONE MUSICALE BRAILLE. INTERVISTA A ARMANDO ROVI

di Carmelo Farinella

Come favorire l’acquisizione della competenza musicale nel bambino cieco o ipovedente? Quali sono le basi per l’adozione della notazione musicale Braille da parte dei docenti e degli studenti? MusicEdu ne parla con Armando Rovi, dottore in tecniche psicologiche, musicista e musicoterapista, docente nei corsi di musica presso l’Accademia Musicale Marziali e autore del testo Introduzione alla notazione musicale Braille, metodo di insegnamento per la lettura e trascrizione musicale nelle disabilità visive edito quest’anno in una nuova edizione da Rugginenti – Volontè&Co.

Musicedu Ci vuoi parlare della tua esperienza come docente di musica con studenti con disabilità visiva?
Armando Rovi Io lavoro con bambini ipovedenti e non vedenti. Prima dell’attuale sistema scolastico, il bambino cieco frequentava un istituto specializzato durante tutto il suo percorso formativo, dove trovava persone preparate anche in relazione alla didattica musicale speciale. Spesso gli stessi insegnanti di musica erano ciechi; quindi, rispetto alle difficoltà sensoriali mettevano in campo l’esperienza personale e una professionalità robusta. La dotazione di ogni istituto era eccellente. Per tutte queste ragioni, la persona con disabilità visiva arrivava al diploma di Conservatorio senza troppe difficoltà. Quando ho iniziato a insegnare musica alle persone non vedenti sono venuto a contatto sia con questi docenti sia con insegnanti che non possedevano competenze così solide, avendo la possibilità di fare un confronto tra due diversi modelli educativi: quello che era impiegato all’interno dell’istituto dei ciechi e quello applicato dopo l’abolizione delle classi differenziali, che ha visto il bambino cieco o ipovedente inserito nella scuola comune con tutti gli altri bambini.

Musicedu Come hai cercato di intercettare i bisogni formativi degli alunni con disabilità visiva?
Armando Rovi Ho seguito il modello della ricerca-azione: mi sono chiesto come potessi offrire a un bambino cieco o ipovedente una preparazione di base come quella offerta dagli istituti dei ciechi e quale prassi educativa fosse opportuno mettere in campo. Dopo aver compiuto gli studi musicali e aver appreso il Braille ho approfondito lo sviluppo psicologico del bambino cieco, cercando di riflettere sull’utilizzo della musica per consentire il superamento di ansie e possibili ritardi causati dalla disabilità. In altre parole, ho cercato di prestare attenzione allo sviluppo psicologico e a quello della competenza musicale in modo parallelo. Concretamente ho creato materiale utile per percepire i parametri musicali per poi poter arrivare alla formalizzazione con il Braille.

Musicedu A tuo avviso, quali esperienze sono necessarie per consentire l’acquisizione del sistema Braille da parte degli studenti?
Armando Rovi Ritengo che siano necessarie alcune fasi progressive, descritte nel mio volume anche con esempi provenienti dell’esperienza diretta con gli alunni. Sintetizzando, posso dire che, partendo da attività vocali accompagnate da spostamenti del corpo nello spazio è possibile poi introdurre passi cadenzati con la simultanea verbalizzazione del nome delle note; successivamente è opportuno esercitare la rappresentazione fisica dei suoni e della battuta musicale con materiali tattili e attraverso un percorso reale che prepara all’ultima fase, che consiste nella scrittura e lettura delle note musicali. Il libro contiene segno per segno la notazione Braille, che è possibile riprodurre sull’apposita tavoletta o con la dattilobraille. La sistematizzazione del metodo è stata finalizzata alla preparazione dell’insegnante: a questo scopo ho elaborato apposite schede utili allo svolgimento dell’intero percorso, dalla formazione personale alla sua applicazione con gli allievi che possono acquisire le conoscenze e le abilità di base necessarie per affrontare lo studio di spartiti musicali braille reperibili nelle stamperie specializzate. Il docente può ricorrere anche ai comuni programmi di videonotazione per poi convertire nel sistema Braille con l’apposita stampante, ma occorre una preparazione solida per verificare la correttezza della trascrizione.

Musicedu Dal libro emerge il contributo di approcci non propriamente musicali, per esempio il metodo di Ida Terzi: per quali aspetti si è reso utile?
Armando Rovi Il metodo Terzi è un sistema educativo funzionale a migliorare il movimento, a cogliere lo schema corporeo; unito alle conoscenze musicoterapiche ha contributo alla scelta delle attività di movimento, dapprima libero e pian piano finalizzato a realizzare percorsi geometrici.

Musicedu Qual è stato invece l’apporto della metodologia musicale di Giordano Bianchi?
Armando Rovi Il metodo Bianchi è stato molto utile per riflettere sulle potenzialità di alcuni strumenti per l’esercizio di specifiche abilità musicali nonché per ragionare sul passaggio dal concreto all’astratto; partendo dalle posizioni del metodo Bianchi ho aggiunto il passo cadenzato per rinforzare il concetto di tempo; a questo contributo, per favorire la discriminazione dell’altezza dei suoni, ho aggiunto un lavoro sia con il proprio corpo sia su un manichino.

Musicedu Oltre a miglioramenti nel campo musicale, hai avuto modo di rilevare progressi nelle abilità trasversali degli alunni?
Armando Rovi In primo luogo, i bambini superano la paura di muoversi nell’ambiente, attraverso l’esplorazione degli spazi; emergono miglioramenti cognitivi che riguardano soprattutto le capacità di memorizzazione poiché, dopo il percorso, i bambini con disabilità visiva sono in grado di leggere lo spartito ma devono comunque impararlo a memoria; attraverso l’esperienza concreta vengono inoltre assimilati concetti propri della matematica e stimolata la creatività.

Musicedu Nel tuo testo sottolinei che questo percorso costituisce un’opportunità per tutta la classe, ma parli anche nella necessità di alternare, per i bambini con disabilità visiva, incontri individuali e di gruppo: ci vuoi spiegare meglio?
Armando Rovi Il lavoro a livello propriocettivo dà significatività all’esperienza musicale per tutti gli alunni e favorisce la comprensione di concetti complessi, come la nozione di misura. Gli esercizi progressivi possono senz’altro essere svolti da tutti. Per favorire l’assimilazione dei parametri sonori da parte del bambino cieco, ritengo opportuno pianificare incontri individuali prima di avviare un’esperienza collettiva. Ciò può costituire come una sorta di contemperamento tra la specializzazione degli istituti precedenti con il processo di inclusione con i bambini con normofunzionamento.

Info: Volontè&Co

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