LE FEMMINE D’ITALIA. UNO SPETTACOLO SULLA SEDUZIONE FEMMINILE NEL MELODRAMMA ITALIANO. INTERVISTA A LUCA VALENTINO

di Piero Chianura

A distanza di un anno dalla messa in scena della Suor Angelica di Puccini nel settembre 2024, il Conservatorio Vivaldi di Alessandria ha riproposto nelle due repliche del 16 e del 17 settembre 2025 la produzione operistica Le Femmine d’Italia, firmata dal regista Luca Valentino per il progetto Casta Diva, finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU con l’obiettivo di promuovere il patrimonio culturale artistico e musicale italiano all’estero. 
Incentrata sulla seduzione femminile nel melodramma italiano, dal Barocco fino alla Rivoluzione Industriale, questa originale produzione operistica ha proposto al pubblico arie cantate e interpretate da allieve e allievi delle Classi di Canto Lirico e Canto Rinascimentale e Barocco del “Vivaldi” di Alessandria.

Dell’intensa attività del Conservatorio di Alessandria abbiamo già scritto su MusicEdu (https://musicedu.it/il-dinamismo-del-conservatorio-vivaldi-di-alessandria-intervista-a-marco-santi/). In quell’occasione, il direttore del “Vivaldi”, Marco Santi, ci aveva presentato il progetto Casta Diva di cui Le Femmine d’Italia è parte integrante. Ma come è nata l’idea dello spettacolo e la sua progettazione? Lo abbiamo chiesto all’ideatore e regista Luca Valentino, docente di Teoria e Tecnica dell’Interpretazione Scenica, in occasione della prima rappresentazione presso l’Auditorium Pittaluga dello stesso conservatorio.

MusicEdu Come è nato il “gancio” tra progetto Casta Diva e programma operistico sulla seduzione femminile?

Luca Valentino Tutto è nato da un principio di fondo che io ho sposato e forse anche un po’ incentivato quando sono arrivato qui in conservatorio ormai una trentina di anni fa. Siccome venivo dal teatro di prosa, una volta vinto il concorso per insegnare, ho cominciato a occuparmi di opera lirica e quindi di tutto ciò che riguarda il teatro musicale, dalla recitazione alla scenografia, all’analisi del libretto, del personaggio ecc. E poiché il teatro si impara facendolo, ho sempre pensato che si debba offrire ai ragazzi l’opportunità di fare pratica trasformando il lavoro di studio e di preparazione in spettacoli che possano metterli alla prova davanti a un pubblico vero. Tutto il corpo docente condivide questa idea di andare oltre il concetto del saggio e, per quel che riguarda il dipartimento di canto, di pensare a vere produzioni di teatro musicale. Da 27 anni esiste un nostro festival che si intitola Scatola Sonora che è una vera e propria palestra per gli studenti. Ogni anno produciamo per il pubblico una serie di spettacoli, eventi, opere e operine accompagnati da convegni spesso interdisciplinari e un paio di anni fa il direttore Marco Santi ci propose di usare la formula consolidata di questo festival per il progetto Casta Diva dedicato alle figure femminili nel teatro d’opera italiano. Si trattava infatti di un tema che avevamo già affrontato con la produzione di uno spettacolo anch’esso intitolato Le Femmine d’Italia, che già prevedeva una selezione di arie d’opera e che rappresentava già un modulo “esportabile” visto che l’obiettivo del PNRR era l’internazionalizzazione del settore AFAM.

MusicEdu Grazie alle opportunità offerte dal PNRR è stato abbastanza comune per molte realtà AFAM riprendere idee e progetti già avviati per fargli fare un ulteriore salto di qualità nell’ottica di attivare network di progetto tra istituzioni differenti.
Luca Valentino Nel nostro caso, ci siamo domandati come realizzare l’obiettivo di internazionalizzazione. Perciò ho proposto il “modulo Le Femmine d’Italia” che avevamo già portato all’estero, in Messico. Infatti, per coinvolgere una realtà AFAM di un altro Paese non si deve fare altro che chiedere che cantanti hanno a disposizione e per quali voci, quali arie fanno parte del loro repertorio e si rimonta lo spettacolo adeguandolo alle loro risposte. Un’idea vincente è poi arrivata dalla mia amica Paola Bertolone, docente di Disciplina dello spettacolo all’Università della Sapienza di Roma, che è uno dei partner di Casta Diva. Siccome sarebbe stato difficile immaginare tournée all’estero per tutte le istituzioni AFAM coinvolte, lei ha proposto di realizzare una piattaforma che fosse una sorta di digital library in italiano, inglese e cinese, che mostrasse tutto il lavoro fatto da queste istituzioni (https://www.progettocastadiva.it/digital-library , NdR), compresi i video degli spettacoli, del convegno e i materiali preparatori del progetto. Come capofila del progetto abbiamo previsto una serie di attività collegate comprese la rappresentazione di Suor Angelica di Puccini nel chiostro del cortile di Palazzo Cuttica nel settembre 2024, Le Femmine d’Italia di cui stiamo parlando e un convegno conclusivo del progetto in cui tutte e 12 le istituzioni si confronteranno su ciò che è stato fatto anche in termini di scambio di esperienze. In quest’ottica abbiamo sfruttato la collaborazione ormai più che ventennale con l’Accademia di Belle Arti di Torino, che ha fatto un lavoro veramente importante su scene, costumi, trucco e immagini digitali dello spettacolo. Da febbraio 2025 abbiamo fatto delle audizioni per scegliere tra le allieve e gli allievi delle classi di Canto Lirico e Canto Rinascimentale e Barocco le figure più adatte ai ruoli richiesti, selezionando un doppio cast. E credo che per i ragazzi questa sia stata veramente un’occasione di crescita professionale,  tutto a un livello veramente molto alto. Di fatto, per una settimana prima delle rappresentazioni abbiamo trasformato il conservatorio in un ente produttivo a tutti gli effetti, cercando di calibrare l’aspetto didattico dal punto di vista burocratico con il “delirio” di una produzione teatrale di un vero recitar cantando. 

MusicEdu A quale repertorio attinge Le Femmine d’Italia?
Luca Valentino Dalla mia precedente esperienza con il teatro di prosa, sono stato felicemente catapultato nel mondo dell’opera, che ho studiato molto per 30 anni fino a oggi, ma non nasco come melomane. 

MusicEdu Per fortuna i repertori da studiare sono abbastanza standard…
Luca Valentino Infatti i miei colleghi di canto mi chiedo spesso di preparare delle arie o di montare qualche duetto noto. Ma io ho sempre cercato di proporre cose molto stravaganti, perché la mia personale opinione è che sia giusto che i miei studenti conoscano il repertorio operistico ma, soprattutto quando si tratta di uscite pubbliche come quelle del festival Scatola Sonora, non ha senso che io li faccia “schiattare” con le arie di Traviata dove il pubblico sarà portato a fare confronti con le esibizioni di interpreti famosi di ben altro livello. Cerco invece aria prese da opere minori, spaziando dal 1600 al 2000.

MusicEdu Pur sapendo che gli amanti dell’opera lirica si aspettano che eseguiate arie che già conoscono? Perché il fatto che il mondo dell’opera lirica abbia un pubblico non proprio giovane che fa riferimento allo stesso repertorio rende difficile alle nuove generazioni di cantanti il poter emergere.
Luca Valentino I giovani cantanti possono anche cercare un modo nuovo di affrontare quel repertorio, però non lo possono certo fare in una fase iniziale dove stanno ancora studiando.

MusicEdu In quali occasioni hai potuto approfondire la conoscenza di questi nuovi repertori?
Luca Valentino Intanto sono una persona a cui piace molto viaggiare, curiosare e studiare. Ma, per esempio, verso la fine negli anni ’90 ho partecipato a una serie di incontri annuali molto interessanti sulla nuova opera, rivolti a registi, drammaturghi, autori e cantanti di tutto il mondo. Lì ho potuto incontrare e parlare con personaggi molto stimolanti. 

MusicEdu Gli anni ’90 sono stati proprio quelli in cui l’opera si è rinnovata anche nell’uso delle nuove tecnologie e di soluzioni scenografiche, prima estranee dal mondo dell’opera lirica. Tornando invece al repertorio de Le Femmine d’Italia?
Luca Valentino Dalla metà del ‘600 alla metà dell’800 circa, esiste una particolare categoria di arie in cui soprattutto le donne danno la “ricetta” per affascinare gli uomini. Le armi di seduzione femminile sono gli occhi, la bocca, il riso, il pianto, i vezzi… in definitiva la finzione. Tutto inizia con la Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso, precisamente il canto quarto su Armida che propone una dozzina di ottave dedicate alla seduzione femminile in cui c’è già tutto di questa ricetta, che resta la stessa per quasi 200 anni: “Una tenera occhiatina, un sorriso, una carezza” di Adina nell’Elisir d’Amore, “So anch’io la virtù magica” di Norina nel Don Pasquale, “Una donna a quindici anni” di Despina nel Così fan Tutte, e facendo un passo indietro nel Barocco troviamo diverse arie di Cleopatra come “Quando voglio con un vezzo” nel Giulio Cesare in Egitto e così via. Per questa ripresa, grazie al collega Giovanni Polin che ha organizzato anche il convegno, ho consultato il repertorio di arie pubblicato sulla piattaforma CORAGO dell’Università di Bologna, che raccoglie tutte le arie scritte tra il 1700 circa e il 1760″. Ebbene nel periodo di riferimento ho trovato ben 160 arie di seduzione tra maschili e femminili. All’inizio dell’opera seria le arie femminili sono quelle delle grandi eroine, tra maghe, nobildonne e imperatrici come Messalina, Cleopatra, Agrippina, Armida, ecc. Tutte figure che cantano un’aria in cui spiegano come si fa a sedurre l’uomo di turno. La donna settecentesca, soprattutto in Francia, è invece un’agitatrice, è un intellettuale… paradossalmente una “servetta”. In quel periodo ci sono tutta una serie di esempi anche in letteratura, a partire da Teresa Filosofo, per esempio, che unisce l’erotismo al pensiero filosofico di stampo illuminista. Con l’opera buffa dell’Ottocento sono poi le donne libere e indipendenti, borghesi, autonome economicamente come le citate Adina e Norina a ricantare la seduzione allo stesso modo. Ne Le Femmine d’Italia ci sono nove arie e un duetto su questo tema con letture mie e la voce recitante di Laura Conti che legge una serie di di documenti che fanno riferimento a donne reali della società di quel periodo.

MusicEdu Quindi non si arriva all’opera seria di Giuseppe Verdi?
Luca Valentino No, perché la donna ottocentesca dell’opera seria non può sedurre, deve essere casta e pura. Anche perché il codice Napoleonico, che diventa poi il modello per tutti gli altri Paesi, compresa l’Italia, toglie tutti i diritti alla donna che diventa proprietà del marito, mentre nel 700 aveva una propria autonomia e indipendenza. Poi, da un certo punto questa ricetta di seduzione finisce perché la società cambia totamente.

MusicEdu Forse perché non c’è più un unico modello di donna come riferimento sociale. Penso al repertorio di rottura del Novecento che come in tutte le arti comincia a rifiutare l’omologazione.
Luca Valentino Secondo me l’opera lirica perde proprio il suo ruolo perché arriva il cinema e più tardi la televisione. Se non ci fosse stata Aida non sarebbe arrivato il film Cabiria perché il colossal nasce dalla grande opera da cui assorbe proprio le stesse figure professionali, dagli scenografi, ai costumisti, ai truccatori, esclusa la musica perché i primi film erano muti. E anche perché il cinema costava meno. Certo, le avanguardie hanno anche portato la musica seria a uno scollamento rispetto ai gusti del pubblico e anche per questo, soprattutto il pubblico popolare che seguiva l’opera lirica ha cominciato a seguire il cinema a costi contenuti e senza dover seguire 5 ore di opera non sempre entusiasmanti. Il cinema risulta in qualche modo più inclusivo, più economico, più attraente e di conseguenza l’opera lirica deve prendere altre strade.

MusicEdu Detto questo, verrebbe da chiedersi perché ci siano ancora così tanti giovani cantanti attratti dal canto lirico. Forse perché negli ultimi anni molte realtà legate a questo settore, compresi gli enti lirici, hanno investito sulla promozione dell’opera nelle scuole così come del teatro musicale in generale?
Luca Valentino Qui si parla delle emozioni che si provano nel fare e nell’ascoltare musica dal vivo, cose che noi teatranti sappiamo bene! Anche ai ragazzi bisogna farla provare quella scintilla lì perché ne capiscano la bellezza, ma poi dovranno trasformarla nella loro occupazione e devo dire che onestamente “stappo delle grandi bottiglie” quando qualcuno di loro entra in un coro di qualche istituzione. Aggiungo anche che, in una prospettiva internazionale, siamo fortunati che sia arrivato l’Oriente a colonizzarci perché metà dei nostri allievi arriva dalla Cina e se non ci fossero loro non avremmo abbastanza iscritti ai corsi. Spesso anche loro, a dire il vero come quasi tutti gli studenti di canto lirico di qualunque nazionalità, devono fare il passaggio di capire il teatro. Ma quando capiscono che non si tratta solo di cantare ma anche di interpretare un personaggio, diventano veramente bravi.

MusicEdu A proposito, puoi fare qualche altra considerazione sui costumi di scena?
Luca Valentino Grazie alla collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Torino, abbiamo potuto contare sul lavoro dei loro insegnanti, a partire dalla costumista Giovanna Fiorentini, ottima insegnante di Costume per lo spettacolo che lavora tantissimo anche all’estero. Con lei abbiamo fatto una scelta filologica in relazione al percorso storico del progetto, seguendo un’idea grezza che ha previsto la fattura di costumi soprattutto del 700, tutti realizzati usando tela da scenografia senza tessuti. I colleghi del video, invece, sono stati molto più liberi nell’immaginare delle atmosfere che si integrassero con le arie facendo da sfondo e interagendo con una scenografia molto complicata, sempre curata dall’Accademia. In generale c’è stato un grandissimo lavoro di squadra, a partire dal Direttore musicale e Maestro al pianoforte Dennis Ippolito fino all’assistente di regia Fabiano Pietrosanti e tutta la squadra dei docenti coinvolti [Elena Bakanova, Lilia Gamberini, Mirko Guadagnini, Riccardo Ristori, NdR].

PROGETTO CASTA DIVA. IL CONVEGNO CONCLUSIVO

Il 13 e 14 febbraio 2026 si terrà presso l’Auditorium del Conservatorio Vivaldi di Alessandria il convegno International Research in Music Therapy and the Female Figure in Italian Opera/La ricerca internazionale in musicoterapia e la figura femminile nell’opera italiana, evento di chiusura del progetto Casta Diva: An International Research and Production Digital Platform on Women in Italian Musical Theatre, finanziato dall’Unione Europea – NextGenerationEU – con le risorse previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Il convegno intende indagare l’intersezione tra musica, identità di genere e salute mentale in musicoterapia, con particolare attenzione alle figure femminili del teatro musicale italiano. Esperti nazionali e internazionali presenteranno gli interventi realizzati tramite il progetto Casta Diva, la ricerca, la pratica clinica e la formazione in musicoterapia. Ecco il programma:

VENERDÌ 13 FEBBRAIO
13.00 – 14.00 Accoglienza workshop/convegno
14.00 – 16.30 Workshop pre-convegno
– Prof. Dr. Jos De Backer: Exploring an assessment tool in music therapy as a practice-based and process-oriented approach within psychiatric contexts.
– Prof. Dr. Jakko Erkkila: Integrative Improvisational Music Therapy (IIMT) – Clinical Perspectives.
– Prof. Dr. Gro Trondalen: Music and Imagery: a receptive approach to exploration
16.00 Registrazione
16:45 – 17:00 Saluti istituzionali
Momento Musicale a cura del Dipartimento di Canto e teatro musicale
17:15 -19:30 Sessione I
Relazioni di e tavola rotonda con:
– Prof. Dr. Giovanni Albini, Prof. Mariagrazia Baroni, Prof. Dr. Melissa Mercadal-Brotons, Prof. Dr. Jos de Backer, Prof. Dr. Jaakko Erkkilä, Prof. Dr. Gro Tondalen, Prof. Marzia Zingarelli.

I workshop sono gratuiti con prenotazione obbligatoria QUI.

SABATO 14 FEBBRAIO
9:00 – 13:00 Sessione II
Relazioni di:
– Prof. Mariagrazia Baroni, Dr. Jos de Backer, Prof. Dr. Chiara Rutigliano, Prof. Elide Scarlata, Prof. Dr. Gro Trondalen, Prof. Barbara Zanchi, Prof. Marzia Zingarelli.
14.15 – 14.30 Momento Musicale a cura del Dipartimento di Canto e teatro musicale
14:30 – 15:30 Sessione III
Presentazioni dei progetti di dottorato di musicoterapia dei dottorandi AFAM:
– Marco Albanese*, Lorenzo Bernini**, Jenny Burnazzi**, Anna Guido*, Maria Alessia Misiti***, Luca Scavone***, Barbara Sgobbi*, Timothy Trevor-Briscoe**.
Dottorato di Interesse Nazionale in “Artistic Research On Musical Heritage “ curriculum “Musicoterapia e Neuroscienze”
* Conservatorio Vivaldi di Alessandria
** Conservatorio Maderna-Lettimi di Cesena e Rimini
Dottorato di “Didattica dell’inclusione socio culturale e della musicoterapia in contesto educativo (DOT24WKKR8)”
*** Conservatorio Scarlatti di Palermo15:30 – 18:00 Sessione IV
Relazioni di:
– Prof. Dr. Melissa Mercadal-Brotons, Prof. Dr. Jaakko Erkkilä, Prof. Elide Scarlata.

Il convegno è gratuito con prenotazione obbligatoria QUI.

Comitato scientifico del convegno:
Giovanni Albini – Conservatorio A. Vivaldi di Alessandria
Mariagrazia Baroni – Conservatorio A. Vivaldi di Alessandria
Jos De Backer – LUCA School of arts di Leuven
Katrien Foubert – LUCA School of arts di Leuven
Elide Scarlata – Conservatorio A. Scarlatti di Palermo
Barbara Zanchi – Conservatorio Maderna Lettimi di Cesena e Rimini
Marzia Zingarelli – Conservatorio A. Vivaldi di Alessandria

INFO: CONSERVATORIO VIVALDI DI ALESSANDRIA

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