MUSICA E NOSTALGIA. L’AUTOBIOGRAFIA RISONANTE

di Carmelo Farinella
C’è un momento, spesso inatteso o ricercato coscientemente, in cui un repertorio musicale apre le porte alla nostalgia. È da questa esperienza che prende avvio la riflessione proposta in Musica e nostalgia, il saggio di Maurizio Disoteo (2026), una pubblicazione che affronta un tema tanto familiare quanto complesso e che offre l’occasione per interrogarsi, più in generale, sul rapporto profondo tra musica, memoria e identità.
La nostalgia viene spesso considerata come un sentimento rivolto esclusivamente al passato. In realtà, come suggerisce l’analisi di Disoteo, essa è soprattutto un ponte tra tempi diversi dell’esistenza. Non è semplice rimpianto, ma un movimento continuo tra ciò che siamo stati, ciò che siamo diventati o che vorremmo essere. In questo processo la musica occupa una posizione privilegiata, poiché possiede una straordinaria capacità di regolare e orientare le emozioni. Non a caso scegliamo volontariamente determinati repertori quando desideriamo rivivere un’atmosfera, una stagione della vita o persino un particolare stato d’animo.
La forza evocativa della musica risulta legata alla sua dimensione temporale e autobiografica, che consente a ciascuno di possedere una identità musicale propria, costruita attraverso ascolti, esperienze e incontri. Quando riascoltiamo un brano musicale non recuperiamo soltanto il suono, ma l’intero universo di significati che nel tempo vi abbiamo depositato.
Non a caso, infatti, la musicoterapia attribuisce un’importanza cruciale ai repertori significativi per la persona: essi rappresentano un accesso privilegiato alla memoria e alla costruzione del sé all’interno della relazione terapeutica.
In tale direzione, la psicologia della musica indaga sulla potenziale universalità dei significanti musicali. In generale, emergono accezioni comuni creati dal tessuto sonoro ma, al contempo, come ogni cultura sviluppa codici simbolici che gli individui imparano a riconoscere e interpretare. Infatti, una successione armonica, un determinato timbro o una particolare modalità espressiva possono suggerire malinconia, gioia o tensione in contesti differenti. La nostalgia, dunque, seppur sia una componente individuale, può appartenere a una costruzione culturale condivisa.
La nostalgia può appartenere anche al futuro. Esistono musiche che evocano mondi non ancora vissuti, desideri, attese, possibilità, percezioni intense di ciò che avrebbe potuto essere o di quello che si spera di raggiungere.
I due tempi, quello dell’esistenza e quello dell’ascolto, finiscono continuamente per compenetrarsi.
Come dice lo stesso Disoteo, la musica non accompagna semplicemente la vita, ma contribuisce a scriverla. La nostalgia, anche musicale, non è una fuga dal presente, ma un modo per riconoscere la continuità della nostra storia.
