MUSICA NEL PRIMO CICLO. DALLE INDICAZIONI NAZIONALI DEL 2012 A QUELLE DEL 2025

di Carmelo Farinella

In molte scuole stanno nascendo gruppi di lavoro sulle nuove Indicazioni Nazionali per il curricolo della Scuola dell’infanzia e delle Scuole del primo ciclo di istruzione (MIM, 2025), documento che sarà prescrittivo a partire dall’anno scolastico 2026-2027 per la Scuola dell’Infanzia e per le classi prime della Scuola Primaria e Secondaria di Primo Grado. 
A tali organismi dipartimentali e, in particolare ai docenti di Musica, intendiamo offrire un contributo operativo, che potrà essere approfondito per aree tematiche specifiche. 

Il logo del Convegno Coordinamento Nazionale CdL Scienze della Formazione Primaria tenutosi online il 10 aprile 2025.

Considerata l’applicazione graduale, gli insegnanti saranno chiamati a confrontarsi con un quadro transitorio, nel quale coesisteranno le Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione del 2012 (MIUR) e il nuovo impianto delineato dal testo ministeriale del 2025. In tale contesto, appare utile mettere in relazione i due documenti, individuandone elementi di rilievo, siano essi di continuità o di discontinuità, per agevolare il lavoro del docente.

Per quanto riguarda la Scuola dell’infanzia, nelle nuove Indicazioni Nazionali la Musica mantiene la sua collocazione formale all’interno del campo di esperienza Immagini, suoni, parole. In entrambi i documenti viene evidenziato come l’esperienza musicale rivesta un ruolo cruciale per sostenere la crescita equilibrata del bambino; la Musica è considerata strumento di scoperta e di esplorazione che, attraverso l’ascolto, la sperimentazione sonora e il coinvolgimento corporeo (nelle nuove Indicazioni anche mediati dalle nuove tecnologie), favorisce lo sviluppo della coordinazione, delle competenze sociali, la maturazione del senso estetico, l’avvio dei processi linguistici.
Nel passaggio alla Scuola Primaria e poi alla Scuola Secondaria di Primo Grado, sia secondo le Indicazioni del 2012 sia di quelle del 2025, la Musica assume progressivamente la strutturazione di un curricolo organico.

Nella Scuola Primaria, l’insegnamento della Musica deve essere finalizzato alla costruzione progressiva di competenze legate all’ascolto, alla produzione e alla rielaborazione sonora, attraverso una fruizione consapevole dei repertori, il coordinamento tra ritmo, movimento e gesto espressivo; inoltre, viene richiesto di dare avvio a forme di alfabetizzazione musicale di base, attraverso la conoscenza degli strumenti e la partecipazione a esperienze di canto corale e di musica d’insieme.
Le pratiche vocali e strumentali vengono orientate verso una consapevolezza esecutiva ed espressiva e si affiancano all’impiego di strumenti digitali, considerati risorse funzionali alla sperimentazione, alla produzione sonora e alla rielaborazione creativa. Già nella Scuola Primaria occorre che il bambino si confronti sia con forme di notazione analogiche e/o informali sia con il codice musicale specifico.

Le Indicazioni Nazionali del 2025 sottolineano come, nella Scuola Secondaria di Primo Grado, la progettazione musicale debba arricchirsi di una dimensione riflessiva, affiancando alla pratica esecutiva attività di analisi, interpretazione e contestualizzazione storico-culturale dei repertori. In continuità con i Traguardi del 2012, tra le Competenze attese ritroviamo la capacità di elaborare, improvvisare ed eseguire semplici strutture musicali, sia individualmente sia in gruppo, nonché la partecipazione consapevole a contesti di musica d’insieme. In tale prospettiva, la pratica corale assume un valore formativo significativo, orientato allo sviluppo della collaborazione e dell’ascolto reciproco. Inoltre, anche le nuove Indicazioni auspicano, da parte degli studenti, l’acquisizione degli elementi fondamentali del linguaggio musicale specifico e l’utilizzo critico delle tecnologie digitali, anche in chiave interdisciplinare.

Il documento del 2025 richiama il rilievo del patrimonio musicale italiano come elemento costitutivo dell’identità culturale nazionale e, di conseguenza, come matrice di sviluppo della competenza “in materia di consapevolezza ed espressione culturale” (la competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturale fa parte delle otto competenze chiave europee per l’apprendimento permanente – Consiglio dell’Unione, Racc.2018/C 189/01). 
Tale sollecitazione, se colta secondo un’ottica restrittiva, potrebbe precludere il confronto con le tradizioni musicali extraeuropee ed orientare i contenuti didattici esclusivamente verso il repertorio colto occidentale, rischiando di svalutare altre tradizioni musicali e pratiche legate all’oralità e ai contesti interculturali; per evitare questo rischio occorre che il docente offra agli studenti una visione ampia dell’esperienza sonora.

A differenza del documento ministeriale del 2012, le nuove Indicazioni riprendono fedelmente il lessico del Quadro europeo delle competenze chiave per l’apprendimento permanente. Esse sostituiscono, infatti, i Traguardi per lo sviluppo delle competenze con le Competenze attese e individuano, oltre agli obiettivi specifici, le conoscenze essenziali che il curricolo musicale deve contemplare. 
L’aderenza ai saperi essenziali, se non supportata da una professionalità dinamica, può risultare restrittiva delle esperienze formative e comportare una compressione degli spazi dedicati alla dimensione laboratoriale e sperimentale dell’esperienza musicale.

Resta, pertanto, affidato all’autonomia delle istituzioni scolastiche e alla competenza professionale dei docenti il compito di abbracciare una visione ampia e integrata dell’esperienza musicale, evitando il rischio di riduzioni esperienziali per gli studenti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *