MUSIC CHINA 2025. LA PRATICA MUSICALE DALL’AI AL WELLNESS +
di Piero Chianura
Visto come sono andate le cose nel corso degli ultimi vent’anni, da giornalista italiano posso dire di essere stato uno spettatore privilegiato di quello che è accaduto nel settore di cui mi occupo ormai da molto tempo. Dalla mia prima visita alla fiera della musica di Shanghai nel 2004 a oggi, ho potuto assistere all’evoluzione del mercato globale degli strumenti musicali dall’osservatorio di chi questo mercato lo ha prima servito, poi lo ha approcciato da outsider e infine lo ha conquistato da leader. Questa è stata in estrema sintesi la parabola del Made in China a livello globale, una vera rivoluzione che è alla base dei sommovimenti geopolitici attuali e che ha messo in discussione la supremazia Statunitense a livello globale. La posizione di leadership della produzione cinese, che è arrivata a coprire il 53% delle vendite di strumenti musicali negli USA, è dunque evidente anche nel mercato rappresentato da Music China, la più grande fiera asiatica della musica, ideata con lungimiranza da un ente fieristico occidentale (Messe Frankfurt), che l’ha organizzata per la 22esima volta dal 22 al 25 ottobre scorso presso il New International Expo Centre della capitale economica cinese, sempre in collaborazione con China Musical Instrument Association e Shanghai Intex Exhibition Co Ltd.

Music China è riuscita a mettere in evidenza il suo ruolo di catalizzatore per la formazione e il networking internazionale della community di chi pratica la musica in tutte le sue forme e approcci culturali. I numeri di questa edizione parlano di circa 1.700 marchi esposti provenienti da 28 paesi e regioni, inclusi 10 padiglioni nazionali tra cui quello italiano (sempre ben popolato) e oltre 114.000 visitatori in rappresentanza di 121 Paesi e regioni del mondo con un +15% di diversa provenienza dei visitatori rispetto allo scorso anno. Tra i Paesi e le regioni con il maggior numero di visitatori figurano Brasile, Cina, Hong Kong, Giappone, Corea, Malesia, Filippine, Taiwan, Thailandia e Stati Uniti.


Anche quest’anno Music China ha previsto una serie di attività formative ed eventi musicali dal vivo a integrazione della tradizionale area espositiva. È stato ulteriormente potenziato il programma degli eventi collaterali che hanno affrontato argomenti chiave e messo in luce le tendenze emergenti, tra cui l’integrazione dell’intelligenza artificiale (IA), la musicoterapia (più in generale il benessere attraverso l’esperienza sonora) e il recupero della musica tradizionale cinese. Il ricco programma, che ha integrato un’ampia e diversificata vetrina di prodotti, ha avuto l’obiettivo di ispirare nuove strategie per le aziende e stimolare la continua crescita della comunità musicale di riferimento.
Per la precisione, il programma degli eventi collaterali ha raggiunto quest’anno il record di 600 differenti iniziative tra workshop, forum e conferenze, che hanno abbracciato aree in crescita come l’integrazione tra musica e tecnologia o gli ambiti in forte sviluppo come la musicoterapia e il benessere degli anziani, un settore quest’ultimo che si prevede crescerà da 974 miliardi di dollari a 4,2 trilioni di dollari entro il 2035 in Cina.


In un incontro sulle strategie didattiche personalizzate pensate per supportare il benessere emotivo e fisico degli anziani, la Sig.ra Rong Chen, Professoressa Associata di Educazione Musicale presso il Conservatorio di Musica di Shanghai ha affermato che: “Music China ci consente di esplorare aree emergenti come la silver economy [l’insieme delle attività economiche, prodotti e servizi destinati alla popolazione over 50-65, NdR] nella musicoterapia, con rigore accademico e rilevanza per il mercato. Promuovendo un’educazione musicale socialmente significativa, è possibile trasformare l’arte della musica da abilità professionale a stile di vita sano che migliora il benessere pubblico e l’armonia sociale“.
Da molti anni ormai, il valore di Music China per i marchi occidentali si estende ben oltre la Cina. Grazie a questa fiera, essi possono supportare i distributori locali ed entrare in contatto con potenziali partner da tutta la regione asiatica, tra cui Thailandia, Singapore, Malesia, Vietnam, India e Australia.
In generale, è cresciuta negli anni la qualità dei visitatori e il loro interesse nei confronti delle culture del mondo, trasformando la fiera in quel melting pop che aveva reso grande a suo tempo la cultura Statunitense.

Le nuove tecnologie applicate alla produzione musicale sono state negli ultimi anni il motore dello sviluppo del Made in China di seconda generazione (dopo la liuteria acustica ed elettrica che aveva caratterizzato la prima fase di integrazione con i mercati occidentali). Molti nuovi prodotti sono il frutto di progetti implementati da centri di ricerca e aziende cinesi in cui è sempre più presente l’applicazione dell’intelligenza artificiale, utilizzata molto spesso in Cina per ridurre le barriere all’apprendimento strumentale. La tecnologia promuove infatti una maggiore accessibilità e inclusività nella musica, ridefinendo il modo in cui le persone creano e apprendono la musica. Il passaggio a una maggiore accessibilità ha catturato l’attenzione in tutta la fiera, dove strumenti aggiornati stanno abbattendo le barriere tradizionali, rendendo l’educazione musicale di qualità più personalizzata e inclusiva. Per esempio, consentendo alle persone con disabilità visive o mobilità ridotta di suonare tramite il tocco o persino i movimenti dei piedi.
Queste iniziative, insieme agli incontri Music and Wellness+ e al Music Healing Experience Workshop, confermano l’impegno di Music China nel tracciare nuovi percorsi e promuovere l’innovazione nel settore in modo resiliente e lungimirante.
La prossima edizione di Music China si terrà presso lo Shanghai New International Expo Centre dal 28 al 31 ottobre 2026.
Info: Music China www.musikmesse-china.com
