MUSIC AT SEA INTERNATIONAL HUB. SPECIALIZZAZIONE E ORIENTAMENTO AL LAVORO ARTISTICO SULLE NAVI DA CROCIERA

di Piero Chianura

Negli ultimi vent’anni, il settore delle crociere ha avuto  un’espansione impressionante, come nessun altro segmento dell’industria del turismo è riuscito ad avere. Questa crescita ha portato inevitabilmente a un incremento della domanda di membri dell’equipaggio in diversi ambiti, incluso quello dell’intrattenimento, ma la preparazione di queste particolari figure professionali in Italia è sempre stata di tipo autodidatta. L’Associazione Music at Sea International Hub, braccio operativo di Riviera Music Entertainment, con sede a Genova, interviene a colmare la lacuna di una carenza di orientamento professionale, sistematico ed esperienziale, che faciliti il reclutamento di musicisti di alta qualità da parte delle compagnie di crociera.
Abbiamo intervistato per MusicEdu Marco Terreni, presidente dell’Associazione, insieme a Cristina Gagliardi, Responsabile Comunicazione e Marketing di Riviera Music Entertainment.

MusicEdu Di cosa si occupa la vostra struttura, precisamente?
Cristina Gagliardi Noi siamo un passaggio intermedio tra le realtà formative istituzionali, cioè le accademie, i conservatori e gli istituti musicali, e il mondo del lavoro in cui è richiesto personale qualificato, non solo per le navi da crociera ma anche all’interno di realtà già esistenti come le orchestre o nuovi progetti musicali da realizzare ad hoc. L’interesse per le navi da crociera è nato perché l’offerta di questo settore ha dovuto alzare l’asticella con richieste di musicisti e progetti musicali di respiro internazionale. Attualmente le richieste arrivano, oltre che dalle due compagnie presenti nel Mediterraneo, MSC e Costa, anche e soprattutto da una trentina di brand attivi nel mondo, che fanno a loro volta holding con 5-6 brand al loro interno. Oggi il nostro turnover di musicisti all’anno è intorno ai 5-600 artisti, ma si prevede che da qui ai prossimi anni saranno varate altre 68 navi nel mondo, il che fa prevedere un turnover di oltre 20.000 nuovi posti di lavoro. 
In Italia mancava chi formasse queste professionalità e così noi di Riviera Music Entertainment con il braccio operativo dell’associazione Music At Sea International Hub abbiamo deciso di svolgere questo lavoro. Il nostro compito è accogliere i ragazzi usciti dai conservatori e dagli studi musicali e, dopo averli selezionati, portarli a conoscere le soft skill necessarie per entrare in questo ambito lavorativo e affrontarlo serenamente per evitare, per esempio, che dopo essersi auto-candidati vengano sbarcati dopo 15 giorni perché purtroppo non sono preparati a rispondere alle richieste del committente. In pratica forniamo loro quegli strumenti che servono a relazionarsi con i loro colleghi, creando degli ensemble, i repertori, là dove mancano, e progetti musicali richiesti sulle navi da crociera; in sostanza, quando i musicisti superano la prima selezione e arrivano da noi, il contratto di lavoro è assicurato. 
Il nostro interesse iniziale è contattare gli istituti musicali di qualsiasi genere e di qualsiasi grado per informarli del nostro lavoro di formazione il cui fine non è puntare alla “carriera”, ma è un inizio in cui i ragazzi possono fare quello che noi musicisti facevamo una volta, la gavetta. Oggi che la gavetta non c’è più, accade che questi ragazzi si laureino, si diplomino e poi non sappiano cosa fare. Noi gli diamo la possibilità di fare un’esperienza di lavoro sotto contratto, ben pagati e totalmente spesati, perché le navi da crociera offrono una copertura completa in un contesto di alto livello professionale.  

MusicEdu È molto interessante il fatto che l’apertura dei corsi pop rock in conservatorio hanno sdoganato le professioni del musicista moderno, compresa la specializzazione di cui vi occupate voi, come primo sbocco lavorativo post-laurea.
Cristina Gagliardi Il problema è però che non tutti i conservatori amano questo tipo di lavoro. È come se considerassero chi suona sulle navi da crociera come un musicista di serie B. Però la mia domanda è: per un ragazzo che ha studiato tanti anni e si è laureato, è più importante lavorare su una nave da crociera, magari all’interno di una big band con altri 20 ragazzi, tutti che leggono a prima vista e assolutamente preparati per quel lavoro o è meglio fare le seratine, magari in locali non proprio adatti alla musica suonata e mal pagati? 

MusicEdu Negli anni Ottanta, per quanto i musicisti da crociera dovessero rispondere a skill precise, di fatto imparavano il mestiere facendolo e così si poteva pensare che quella professione fosse un po’ improvvisata; ma oggi che esiste una formazione sistematica di qualità, il livello professionale degli stessi musicisti si è alzato molto.
Marco Terreni Noi Italiani siamo spesso vittime di retaggi del passato, che ci portano ancora a pensare ad un mondo che non esiste più. Noi Europei, e soprattutto noi Italiani, non conosciamo infatti la realtà attuale delle navi da crociera, che non sono quelle degli immigrati che partivano per lunghe traversate in mezzo al mare. Da ormai 15-20 anni questi colossi del mare hanno avuto un tale sviluppo da aver (purtroppo) soppiantato tutte le altre realtà presenti a terra. Ci sono grandissimi hotel che hanno subìto una debacle proprio a causa della nascita di questi “mostri” del mare. In Italia, poi, accade che quella dell’intrattenimento, che dovremmo definire più correttamente “entertainment”, non venga considerato una “professione”, perché si crede ancora che sia qualcosa di ludico che ha a che fare con il passatempo offerto da qualcuno chiamato per farci divertire ai matrimoni, alle feste private o nelle feste in piazza. L’intrattenitore invece è una persona che ha delle skill, una formazione e una preparazione adeguata per affrontare questo mestiere. Altro retaggio è anche che in Italia quella del musicista non è considerata un’attività, un professione, ma un passatempo o al massimo una seconda opportunità associata a un altro mestiere principale. Per questa ragione i giovani laureati o diplomati pronti per affacciarsi sul mondo del lavoro sono completamente abbandonati perché non ci sono strutture che si occupano di loro facendo da enzima tra la formazione e almeno l’avvicinamento al lavoro. Ma il mondo crocieristico sta dando opportunità di lavoro, anche se in Italia si stanno coinvolgendo tutte le altre figure professionali, dai cuochi ai camerieri, dai meccanici ai professionisti di macchina, agli ingegneri. Loro sì che vengono informati dall’industria del turismo sulle nuove opportunità offerte dal settore delle navi da crociera.

MusicEdu Come sei arrivato a occuparti di navi da crociera, Marco?
Marco Terreni Sono un produttore musicale, discografico e di show, ma soprattutto un musicista. Ho vissuto la mia giovinezza in periodi storici meravigliosi in cui il mio Paese mi dava da lavorare, dalle serate nei locali e nei club, fino ad arrivare ai grandi hotel anche fuori dall’Italia. Una volta c’erano tante opportunità a terra mentre oggi non è più così. C’è una crisi del settore in tutto il mondo, ma noi siamo proprio il fanalino di coda. Venendo da quel mondo, con il passare del tempo mi sono reso conto delle grandissime opportunità offerte dalle navi da crociera e ora sono impegnato a farlo sapere anche ai giovani musicisti, soprattutto nel periodo più importante della loro vita, quello in cui hanno ancora l’età per poter affrontare avventure, sperimentare e assumere informazioni vivendo esperienze che li facciamo crescere e maturare. Soffro quando vedo ragazzi giovani appena usciti dai conservatori o dai centri di formazione riconosciuti che a 24 anni fanno già gli insegnanti…

MusicEdu Capisco cosa vuoi dire perché la carenza di lavoro nelle aree tradizionali dell’industria della musica, dalla discografia ai concerti dal vivo, ha portato molti musicisti anche meno giovani a cercare lavoro come insegnanti, spinti anche dall’apertura dei nuovi corsi di pop-rock nei conservatori. 
Marco Terreni Esatto. Io sono favorevole ad avere degli insegnanti giovani che garantiscano un futuro alle nuove generazioni di musicisti, ma c’è una fase della propria vita in cui si può rischiare qualcosa di più. Un giovane talentuoso di 23 anni, che non ha ancora una famiglia, non ha figli, non ha ancora le preoccupazioni della vita adulta, perché non può sperimentare provando delle esperienze che riguardano la sua attività? Dopodiché è comprensibile che, vista la mancanza di considerazione nei confronti del nostro lavoro, una persona pensi giustamente alla sua sopravvivenza attraverso l’insegnamento, che almeno dà un senso al percorso di studi che si è fatto.
Cristina Gagliardi Consideriamo però che la parte di formazione pratica sul campo serve anche a un artista per saper insegnare. Perché se non ha una formazione dal vivo, se non ha la gestione della propria ansia, se non sa leggere il pubblico, come fa a insegnare a dei ragazzi giovani come gestire queste cose?

MusicEdu Lavorare in crociera significa stare via da casa per molto tempo, però.
Marco Terreni Certo, si tratta di stare via quattro mesi. Ma è come se si partisse per un lungo tour. È qui che subiamo ancora una volta il retaggio culturale che ammette di stare via da casa se si è chiamati in tour da un grande artista pop mentre se si va in nave non è una cosa accettabile.

MusicEdu Nel mondo musicale anglosassone soprattutto nordamericano, anche grandissimi musicisti jazz da sempre accettano contratti da due/tre mesi sulle navi, che gli permettono di mettere da parte denaro per vivere poi dignitosamente durante il resto dell’anno e realizzare i propri progetti artistici. 
Cristina Gagliardi Si tratta proprio della capacità di programmare il proprio lavoro come farebbe qualsiasi altro professionista. 
Marco Terreni Proprio come un commerciante che calendarizza il suo anno per le vendite o una persona che gestisce un ristorante che organizza il proprio anno prevedendo periodi di apertura e momenti di chiusura. Se io decido di fare il musicista è importante che prenda anzitutto coscienza del fatto che se vivo di musica, la prima cosa a cui non posso pensare è la stanzialità. Chi fa questa scelta deve pensare di andare dove lo porta la musica.

MusicEdu L‘esperienza stagionale dei musicisti nei villaggi turistici durante il periodo estivo c’è sempre stata. Ho alcuni amici musicisti che preferivano fare proprio questa esperienza piuttosto che accettare di partire in tour massacranti e mal pagati. Poi d’inverno facevano i turnisti in studio di registrazione, insegnavano e suonavano nei locali. Riuscivano a gestire la propria attività calendarizzando tutto questo perché c’erano diverse opportunità di lavoro. L’opportunità delle navi da crociera è interessante oggi proprio perché non ci sono più tutte queste possibilità di lavoro per così tanti musicisti e soprattutto ben pagate!
Marco Terreni Noi però non stiamo parlando dei turnisti di fascia alta, ma della fascia di mezzo, dei musicisti che non hanno neanche le skill del turnista di livello alto. Lo so anche io che sulle navi lavorano turnisti che suonano con grandi nomi, ma noi ci stiamo occupando di chi ha un talento contenuto, misurato o che può ancora scommettere su se stesso. E, a proposito del guadagno, quando mi trovo nella posizione di direttore artistico per una compagnia di navigazione e parlo con i ragazzi prima che firmino un contratto, la mia prima difficoltà è spiegargli quanto guadagneranno effettivamente a partire dalla differenza tra il netto e il lordo. Quando sei a terra e vai a lavorare da casa tua in un locale, per esempio, ricevi un cachet costituito da un lordo e un netto, perché paghi le tasse e sostieni delle spese per andare a lavorare in auto, ceni fuori e così via. Poi torni a casa, accendi la luce, apri il frigo riempito da qualcuno che avrà fatto la spesa ecc. Così alla fine del mese, quello che avrai effettivamente guadagnato lavorando in queste condizioni sarà il netto da tutte queste spese. In nave, così come accadeva una volta quando si suonava nei grandi hotel o nei casinò, ti mettono invece nella condizione di guadagnare al netto, perché dal momento in cui ti imbarcherai, le uniche spese che avrai saranno quelle che tu vorrai sostenere. Mangiare, dormire, usare l’acqua calda, la connessione Internet, la palestra, il servizio sanitario, le medicine ordinarie, tutto questo è incluso e se vuoi un caffè extra, il costo per te che lavori a bordo non è quello previsto per i passeggeri in vacanza. Tutto questo comporta che alla fine del mese, se non sei sceso a Miami per comprarti 4 milioni di strumenti musicali o a Barcellona per pagare con la carta di credito vestiti e altro, fatto 10 quello che hai ricevuto come compenso, quando scenderai dalla nave avrai guadagnato 9.

MusicEdu Di quali cifre stiamo parlando? Quanto si guadagna lavorando su una nave da crociera?
Marco Terreni Nel mondo in questo settore, gli stipendi netti, quindi già tassati perché sono contratti all’estero, hanno un range che va dai 2.000 dollari fino ad arrivare ai 5.500/6.000 dollari al mese. Ci sono cantanti o solisti che prendono 4.500 dollari a settimana per eseguire un programma di tributi o richieste particolari. Significa che un ragazzo di 23 anni dopo solo 3 anni di lavoro riesce a mettere da parte una somma di denaro altrimenti inimmaginabile.

MusicEdu La cosa importante è che questi musicisti ricevono da voi una formazione adeguata prima di potersi imbarcare.
Marco Terreni Oltre alla preparazione tecnica e professionale che porta alla costruzione di progetti che prevedono repertori e la costituzione di gruppi, c’è quella umana che curiamo in maniera particolare. Per questo coinvolgiamo anche psicologi perché si tratta di un netto cambio di zona di comfort. Le nuove generazioni hanno una visione della zona di comfort legata al nuovo modo tutto digitale di vivere che si è costruito in questi ultimi 15-20 anni. Non è da tutti lasciare casa dall’oggi al domani anche per soli 4 mesi e ricostruirsi una zona di comfort da soli in una condizione che richiede capacità di adattamento. Potrai trovarti a dormire da solo oppure dovrai condividere la cabina con un tuo collega. Ti relazionerai con 70 nazionalità diverse con le loro religioni, la loro lingua e il loro modo di fare. Entrerai in un sistema di lavoro piramidale in cui c’è qualcuno che ha la responsabilità, un’autorità a cui dovrai rendere conto. Potrebbe scocciarti se qualcuno ti dice che cosa devi fare, ma tu sei ben pagato per questo. Ed è ancora quel retaggio di cui dicevo che loro stessi si portano dietro a non fargli considerare che quello che stanno facendo è un lavoro vero che richiede risposte adeguate: non è come andare a suonare in un locale a 43,50 euro da dividere in due per cui possono anche decidere di non andarci. Sono adulti che firmano un contratto in cui è scritto che dovranno lavorare 6 giorni alla settimana per un certo numero di ore e lo dovranno fare bene perché verranno pagati adeguatamente per rispettarlo. È un contratto che prevede il riconoscimento del loro lavoro e dell’impegno che ci mettono per farlo al meglio.

MusicEdu Un’altra cosa interessante della vostra attività di formazione è il feedback immediato che ricevete dal committente sulla qualità dei vostri artisti e dunque del vostro lavoro.
Marco Terreni È proprio così, ma c’è di più. Tanti ragazzi, ottimi musicisti di conservatorio, hanno provato ad avvicinarsi a questo mondo convinti che le loro skill di preparazione fossero sufficienti. Un nostro corso di formazione dura fino a 8-10 giorni tra teoria e pratica. Non stiamo parlando di “quattro canzonette”, ma di attitude, di lingua, di posizionamenti, del saper leggere una sala nelle varie situazioni, se si è in una big band, se si sta facendo jazz o se si è da soli… tutte skill che oltretutto potranno essere utili anche quando terminerà l’esperienza sulle navi. Molti nostri musicisti ora lavorano nei casinò, nei musical e in molte altre situazioni.

MusicEdu Sono skill che non vengono insegnati nelle accademie e che in genere si apprendono direttamente lavorando… a parte le realtà che si occupano di formare per il musical e per il teatro musicale in generale.
Cristina Gagliardi Qualsiasi corso di formazione oggi prevede una fase di praticantato. Mi chiedo perché i conservatori e gli istituti musicali non lo prevedano. E non mi riferisco ai PCTO che sono un’altra cosa.

MusicEdu Non lo prevedono perché probabilmente non saprebbero dove farglielo fare, il praticantato.
Marco Terreni Anche se l’intenzione di formare al fine di facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro ce l’hanno tutti gli istituti di formazione, ci mancherebbe! Quello che vorremmo fosse chiaro è che per noi è scontato che da un istituto musicale arrivi un ragazzo che sa già suonare, conosce la musica e ama suonare dei generi. Per questo non ci permettiamo di intervenire sulla loro formazione musicale di partenza.

MusicEdu Quali sono le materie previste all’interno del vostro percorso di formazione?
Marco Terreni Si tratta di Arti performative, Presenza scenica, Ingegneria del suono, Style, Lingue estere, Psicologia, Procedure burocratiche, Salute & igiene sul lavoro.

MusicEdu Ci potete descrivere le aree della nave da crociera in cui vengono coinvolti i musicisti e quali figure sono richieste?
Marco Terreni Una nave da crociera è una vera e propria piccola città all’interno della quale si muovono in media dalle 3.000 alle 8/9.000 persone. Piccole città che non offrono, ovviamente, un solo servizio. Non c’è un solo ristorante come non c’è un solo musicista che suona il piano per accontentare tutte le 8-9.000 persone. Per le attività di intrattenimento sono previsti diversi punti che impegnano molti musicisti. In una nave di medie dimensioni troviamo un teatro da circa 1.400 persone che tutte le sere deve fare almeno due o tre spettacoli che si ripetono ogni giorno affinché possano essere visti da più passeggeri. In questo teatro lavorano una ventina di persone a stagione, tra musicisti, ballerini, tecnici ecc. C’è poi un English Pub dove si esibiscono chitarristi solisti o accompagnati da performer che cantano in più lingue in un locale che ricorda i pub inglesi. Il Piano Bar accoglie crooner e musicisti solisti o in duo in una forma moderna di piano bar molto diversa da quella di una volta. Nel Jazz Lounge si suona ottimo jazz anche con ospiti noti. Sappiamo che il jazz nei locali a terra è in sofferenza. Ebbene, noi abbiamo dato da lavorare a molti jazzisti… anche perché sulla nave da crociera c’è persino una big band di 17 elementi impegnata a lavorare tutti i giorni e molto ben pagata. Nella Main Lounge lavora la party band che in realtà è il cuore pulsante perché deve poter suonare tutti i generi musicali, dal latino al rock, al pop. È come se fosse una discoteca viva, quella che manca a terra e che gli ospiti più giovani scoprono quando salgono a bordo, ritrovandosi a ballare con la musica suonata dal vivo e non solo dai DJ. Ci sono infine la zona di esibizione dei duo di musica classica, la reception con formazioni ridotte per l’accoglienza e la zona della piscina che è una zona di festa, dove si alternano varie realtà che possono fare musica in ambienti più caotici. Per tutto questo, sono richiesti singoli strumentisti per batteria; percussioni; basso elettrico e contrabbasso anche separati; chitarra elettrica; pianoforte; tastiere; sax soprano, alto, tenore e baritono; tromba e flicorno; trombone; viola, violino e violoncello; chitarristi elettrici e acustici anche cantanti; pianisti cantanti; formazioni musicali da 2 a 5 elementi e tecnici audio.

2 commenti su “MUSIC AT SEA INTERNATIONAL HUB. SPECIALIZZAZIONE E ORIENTAMENTO AL LAVORO ARTISTICO SULLE NAVI DA CROCIERA

  1. Salve sono Valentina Scuto e sono una violoncellista e vorrei lavorare sulle navi da crociera.
    Suono dal classico al jazz
    Ho anche il violoncello elettrico.
    Il mio recapito 3792311303

  2. Gentile Direzione / Ufficio Eventi,
    mi chiamo Roberto Ronco sono un pianista violinista e cantante professionista con esperienza in piano bar, intrattenimento serale e dinner show presso hotel, Navi da crociera resort e locali turistici.
    ( diplomato in violino al conservatorio G. Verdi di Torino )

    Propongo serate musicali eleganti e coinvolgenti, ideali per accompagnare aperitivi, cene e momenti di relax degli ospiti, con un repertorio che spazia tra:
    • grandi classici italiani
    • successi internazionali
    • evergreen anni ’60–’70–’80–’90
    • pop, soft jazz, lounge
    • richieste del pubblico

    Formato: pianista + voce (con eventuali basi leggere) violino quando richiesto o momento particolare .
    Volume sempre adeguato al contesto hotel
    Immagine curata e professionale
    Esperienza in strutture ricettive e contesti turistici
    Sono disponibile per:
    • serate singole
    • weekend
    • collaborazioni stagionali (invernali / estive)
    • eventi speciali (Capodanno, festività, cene a tema)

    Posso fornire video demo, repertorio dettagliato e referenze su richiesta.

    Resto a disposizione per valutare insieme una collaborazione e adattare la proposta alle esigenze della Vostra struttura.

    Cordiali saluti
    Roberto Ronco
    Pianista – Cantante
    Tel / WhatsApp: 3336980379
    Email: roby.ronco@alice.it
    http://www.robertoronco.com

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