VIAGGIO NELLO SPARTITO MUSICALE.
LAURA ROSSI E IL VALORE DELL’EDITORIA

di Piero Chianura

Quando fotocopiamo o scarichiamo dal web uno spartito musicale protetto da copyright, non siamo sempre consapevoli di ciò che stiamo facendo.
A parte i possibili gravi risvolti legali, non ci preoccupiamo neppure delle ripercussioni negative che questa azione, moltiplicata in modo esponenziale da una pratica ormai diffusa, ha sull’economia degli editori e su tutta la filiera dei lavoratori coinvolti. Certo, molti di noi hanno la percezione che lo spartito stampato verrà inevitabilmente sostituito da pdf scaricabili ed eventualmente stampabili direttamente dagli utenti, ma alla domanda sul perché oggi sia possibile farlo in forma gratuita quasi nessuno dà una risposta, neppure chi ha il compito di formare i futuri autori di musica stampata.

Laura Patrizia Rossi non è una musicista, ma lavora da più di trent’anni nel settore dell’editoria musicale. La sua solida formazione linguistica le ha permesso di ricoprire incarichi in aziende editoriali di livello internazionale, da Ricordi a Schott Music, a Universal Edition. Cinque anni fa, quando la crisi di questo settore ha raggiunto livelli insostenibili, a causa dell’inarrestabile download illegale, Laura Rossi ha pensato di avviare un progetto “educational” che prevede un tour di seminari sull’editoria musicale sotto il titolo “The World of the Music Publications” all’interno delle scuole di alta formazione, ma non solo. “La possibilità di scaricare partiture di musica classica dal sito Petrucci IMSLP, in particolare, ha raggiunto livelli inaccettabili“, spiega Laura Rossi: “nata come comunità di file sharing personale, in realtà non tutto quello che offre Petrucci è di pubblico dominio. Il fatto è che la sua sede si trova in Canada, dove c’è una giurisdizione molto blanda sul copyright. Così, nel momento in cui la comunità di utenti si è allargata a livello internazionale, gli editori europei sono stati costretti a intervenire per bloccare il download di partiture protette da copyright nei loro rispettivi Paesi“.

A poco serve il disclaimer del sito Petrucci IMSLP (International Music Score Library Project), rivolto agli utenti non Canadesi che potrebbero trasgredire le leggi di copyright attive nel loro Paese. Siamo online dove vige quella che potremmo definire “la legge del far web”: “Intanto è possibile comunque scaricare le partiture a proprio rischio e pericolo” precisa Laura Rossi: “Nel corso dei miei seminari, mi sono resa conto che quasi tutte le persone che accedono a Petrucci considerano il disclaimer come un fastidioso cockie e vanno avanti con il download. Stiamo parlando di un reato penale di cui quasi nessuno ha la consapevolezza“.

La “pirateria” diffusa in Italia è causata spesso dall’assenza di questa consapevolezza, ma anche da una certa ignoranza riguardo al lavoro degli editori: non ci rendiamo conto che stiamo togliendo valore a ciò che duplichiamo o scarichiamo illegalmente e, di conseguenza, togliamo reddito a chi lavora dietro a quel prodotto musicale. È questa la sostanza del seminario “Viaggio nello Spartito Musicale” tenuto nei Conservatori, nelle Università, ma anche nei Licei musicali da Laura Rossi, cioè all’interno dei luoghi in cui si insegnano le professioni di cui i futuri musicisti dovranno vivere: “È paradossale che proprio chi sta investendo nel proprio futuro professionale, facendo un percorso di formazione, è il primo a non rendersi conto di questa contraddizione. Nel momento in cui utilizza spartiti scaricati illegalmente non riconosce il valore di chi sta svolgendo un lavoro che domani potrebbe essere proprio il suo“. La causa di questa ignoranza risiede nello scollamento tra percorso formativo e realtà lavorativa: “Dove si fa formazione non c’è il mondo lavoro. E se non c’è mondo lavoro, non si capisce su quale futuro si sta investendo“.

Nella storia dell’umanità alcuni lavori sono spariti o sono cambiati. Anche nell’editoria sono state drasticamente ridotte le copie stampate, ma qui si tratta di riconoscere il valore dell’attività di creazione di uno spartito, cartaceo o digitale che sia: “un valore stabilito peraltro dalla convenzione di Ginevra sui diritti umani del 1948, in cui è sancito il diritto dell’uomo di veder protetto il proprio lavoro, qualunque esso sia“, precisa Laura Rossi: “Per questa ragione il programma del seminario prevede la spiegazione di cos’è e cosa fa un editore musicale, e quanti lavori ci sono dietro questa attività. Nella piramide che riporta tutti i lavori previsti all’interno della produzione di uno spartito sono presenti oltre un centinaio di mansioni. Quando le elenco nel corso del seminario, le persone rimangono sorprese e alla fine mi ringraziano per averglielo raccontato“.

È proprio il feedback positivo a generare poi il passaparola; quello che ha portato finora il seminario in vari Conservatori e Università italiane, ma anche in Spagna e Portogallo.

La struttura del seminario prevede una breve introduzione storica sul copyright, nato a Venezia nel 1501 proprio con Ottaviano Petrucci, a cui il Doge concesse l’esclusività della pubblicazione di spartiti. Poi affronta non tanto la normativa vigente (sempre in rincorsa del web), ma il significato stesso del copyright, che conduce alla qualità delle trascrizioni musicali curate dagli editori: “Spiego il valore delle Urtext, quegli spartiti che garantiscono il rispetto di tutte le fonti originali, quelle che rappresentano le intenzioni del compositore e che addirittura lo stesso Petrucci IMSLP non riconosce. Al termine di ogni incontro” confessa Laura Rossi: “scopro immancabilmente che quasi nessuno dei presenti sa che oggi tutti gli editori rendono disponibile in download digitale, e a costi accessibili, tutto il catalogo di spartiti prodotti. Sono certa che il malinteso nasce dalla difficoltà che gli editori hanno avuto nel comunicare con gli utenti finali“.

Sarà per colmare almeno in parte questa lacuna informativa che Universal Edition e Wiener Urtext Edition hanno deciso di appoggiare il lavoro di Laura Rossi sul campo, nei luoghi di formazione dei musicisti di domani. Un supporto che vale come investimento sul futuro dell’editoria musicale, perché per il presente non c’è molto che si possa fare.

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